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Vietato parlare male del reddito di cittadinanza, o meglio, vietato parlare male del lavoro svolto sin qui dal M5S. Durante la trasmissione Otto e Mezzo, su La7, l’approfondimento di Lilli Gruber ha passato al vaglio la misura assistenzialista grillina, contro la quale hanno puntato il dito sia la conduttrice sia Tito Boeri, presente in studio. Immediata la replica, scomposta e rabbiosa, da parte di Maria Edera Spadoni, parlamentare del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Camera, che punta il dito contro la Gruber in una nota, con il solito attacco anche sul settore del gioco.

“Me lo chiedo da donna a donna. Lilli Gruber è forse diventata l’addetta stampa serale e seriale del Pd e tutti coloro che vogliono Tav, fonti fossili, austerità europea? Sembra proprio di sì ad ascoltarla. L’importante per l’ex eurodeputata Pd è schierarsi sempre e comunque contro il Movimento 5 Stelle. Ogni proposta del Movimento 5 Stelle, dal reddito di cittadinanza, alle misure contro il precariato, a tutela dei risparmiatori delle banche, all’ambiente non vanno mai bene. Qualsiasi cosa fa il Movimento 5 Stelle per Lilli Gruber c’è qualcosa che non va. Mai possibile che non ne facciamo mai una giusta? La tecnica di disinformazione scientifica di cui lei è la ‘mosca cocchiera’ nelle trasmissioni tv e seguita da molta carta stampata è questa: il Movimento 5 Stelle fa il reddito di cittadinanza? Il reddito di cittadinanza è sbagliato e non funzionerà e stasera con Boeri ha imbastito uno spettacolo che prima di tutto ha offeso 5 milioni di persone in difficoltà. Il Movimento 5 Stelle non è ancora riuscito a fare un provvedimento dopo solo 7 mesi di governo? Il Movimento 5 Stelle è ‘incoerente’, ha ‘tradito’, guardate ‘quanto è inadatto’ il Movimento 5 Stelle… forse il suo editore Cairo è ancora inviperito perché Luigi Di Maio ha vietato la pubblicità e le sponsorizzazioni del gioco d’azzardo? Ci ricordiamo le proteste di Cairo la scorsa estate contro il Dl Dignità ed il divieto di pubblicità e sponsor dall’azzardo“. Insomma, il solito modo di porsi dei pentastellati, secondo cui tutti complottano contro di loro.