Nel mondo dell’attivismo no slot sta crescendo la rabbia (e talvolta, ma non nel nostro caso, la delusione) verso il governo e in particolare verso il M5S. Con questa manovra, il governo Conte fa cassa sui malati d’azzardo.

E’ quantp dichiara il Collettivo Senza Slot, formato nel febbraio 2013 da Ludovica Cassetta, Pietro Pace, Paola Alessia Schintu e Mauro Vanetti a Pavia.

“Anche in questo campo, ai proclami bellicosi sono seguite scelte ben poco coraggiose. Questo governo, facendo cassa con l’azzardo, ha deciso, evidentemente, di tenere in piedi tutto il meccanismo patogeno che ne consegue”. E’ il commento contenuto in un articolo pubbliciato sul blg del Collettivo ne Il Fatto Quoidiano.

“Con l’entrata al governo del Movimento 5 Stelle, tra parecchi attivisti no slot c’erano molte aspettative. I grillini si erano sempre caratterizzati, finché stavano all’opposizione, come fieri nemici del gioco d’azzardo e promettevano provvedimenti drastici per fermare l’epidemia di gioco compulsivo che è in corso da anni in Italia. La trattativa con la Commissione europea a proposito della prima ipotesi di manovra finanziaria 2019 (che prevedeva un pur modesto deficit del 2,4%) si è conclusa, come è noto, con un cedimento del governo gialloverde alle richieste dell’Ue (cioè con ulteriori tagli per portare il deficit al 2,04%). La resa di Conte si è concretizzata nel maxiemendamento presentato dal governo prima di natale. E così la nuova versione della manovra, a suon di voti di fiducia e senza nessuna discussione in Parlamento, è stata approvata in fretta e furia prima di capodanno.

Il maxiemendamento include alcune novità che riguardano anche il gioco d’azzardo. Novità che mostrano come anche in questo campo governo e Commissione europea abbiano concordato interventi che vanno nella direzione opposta a quella di liberare il Paese dalla morsa delle slot machine, delle scommesse, dei “grattini” e dei vari tipi di lotto e lotterie.

Si sono aumentate ulteriormente le tasse, di cui già si prevedeva l’aumento nella prima versione della manovra, su una lunga serie di tipologie di gioco d’azzardo legalizzato: +1,35% per le slot machine Awp, +1,25% per le Vlt delle sale slot, +5% per il gioco d’azzardo online, +2% per varie categorie di scommesse. Come abbiamo spiegato molte volte, l’aumento della tassazione non è un’iniziativa anti-azzardo, perché aumenta la dipendenza delle finanze pubbliche dal gioco d’azzardo; trattando il settore del gambling/betting come una mucca da mungere, lo Stato si impegna a tenere sempre viva la vacca. I capitalisti del settore frigneranno un po’, ma questo rientra nel gioco delle parti: saranno sempre ben lieti di tenere in pugno il Tesoro e le loro lobby sapranno come chiedere qualcosa in cambio ogni volta che lo Stato aumenta la sua fetta della torta. Infatti, nel maxiemendamento sono comparse anche delle misure per evitare che l’aumento del Preu (prelievo erariale unico sul denaro raccolto dalle macchinette mangiasoldi) si ripercuota soltanto sulla filiera privata: l’abbassamento dei payout. Torneremo con un successivo post su questo punto, ma la sostanza è che si vanno a prelevare più soldi dalle tasche dei giocatori”.

L’esternazione del collettivo no-slot si associa così ai tanti commenti raccolti in queste ultime settimane sui social e non firmati da operatori del settore del gioco legale che si dichiarati elettori di questo governo, convinti che l’azione di cambiamento potesse essere determinante per risollevare le sorti dello Stato e che invece si sono ritrovati oggetto di una azione al massacro. mc