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Una maxi frode è stata scoperta dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ascoli Piceno nell’ambito di due distinte operazioni di servizio, condotte simultaneamente l’una dal Gruppo di Fermo e l’altra dalla Compagnia San Benedetto del Tronto ed avviate sulla scorta degli elementi di intelligence acquisiti con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Ancona.

La prima attività ha coinvolto un esercizio commerciale ubicato in Porto Sant’Elpidio, dove i militari hanno scoperto e sottoposto a sequestro otto apparecchi e congegni da intrattenimento non collegati alla rete statale di raccolta e tutti dotati, al loro interno, di una scheda “a comando” che consentiva l’interruzione dell’invio dei dati telematici, circostanza per la quale sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria tre persone per il reato di “Frode informatica aggravata” e contestualmente contestate sanzioni a carico dell’esercente ed anche della ditta proprietaria degli stessi apparecchi per complessivi 201.000 euro.

L’attenzione investigativa si è quindi spostata in rapida successione verso un esercizio commerciale di Grottammare, all’interno del quale, così come accertato dalle stesse Fiamme Gialle, si trovava parte di altri apparecchi e congegni da intrattenimento di proprietà della stessa ditta appena sanzionata dal Gruppo di Fermo. Anche in questo caso, come acclarato dal personale della Compagnia di San Benedetto del Tronto e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gli apparecchi sono risultati al centro di un’altra consistente frode informatica, anch’essa finalizzata ad eludere la rete telematica di controllo e per la quale sono stati sottoposti a sequestro 11 apparecchi da intrattenimento, contestate sanzioni per complessivi 211.500 euro e deferite all’Autorità Giudiziaria 3 persone per “Frode informatica aggravata”, tra esercente e ditte proprietarie degli stessi apparecchi.

In analogia di quanto già riscontrato nel fermano, gli apparecchi in questione sono risultati apparentemente del tutto regolari; tuttavia, il personale operante ha individuato al loro interno un congegno attivabile a distanza che, all’occorrenza, consentiva anche in questo caso l’interruzione dei dati di gioco per via telematica, finalizzata ad evadere il Prelievo Unico Erariale. L’attività, che s’inquadra nell’ambito del dispositivo di controllo economico del territorio, con attenzioni investigative volte a reprimere gli illeciti sulla gestione degli apparati e congegni da divertimento e intrattenimento che alimentano l’evasione fiscale, ha determinato, altresì, il sequestro di 13.600 euro in contanti.

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