Si è aperto oggi il processo abbreviato nato dall’inchiesta antimafia “Final Blow” che portò all’arresto, il 26 febbraio del 2020, di boss storici della Sacra Corona Unita e di personaggi emergenti. In mattinata, davanti al giudice Giulia Proto, il pubblico ministero Giovanna Cannarile ha iniziato la requisitoria che ha interessato però solo 17 dei 63 imputati accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di droga ed esercizio aggravato e partecipazione al gioco d’azzardo. Si tratta delle posizioni più “marginali” finite nell’inchiesta, legate principalmente allo spaccio di droga, mentre quelle più gravi dove sono contestati, tra gli altri, i reati associativi, saranno discusse il prossimo 3 marzo.

Oggi chiesti in totale oltre 76 anni di carcere suddivisi tra i 16 imputati (uno è stato assolto). Hanno già patteggiato la pena 23 persone.

In particolare per quanto riguarda il gioco le indagini hanno consentito di acquisire chiari elementi relativi all’interesse del clan nella gestione delle cosiddette “bische clandestine”, acquisendo il 40% degli introiti, nonché il tentativo, da parte del reggente, di condizionare, in suo favore, addirittura i risultati di giochi gestiti dal monopolio di stato cercando attraverso pressioni di ottenere agevolazioni nelle vincite per gli appartenenti al clan ed i loro familiari.