Scommesse illegali tra Palermo e Napoli, con una rete che sarebbe stata capace, secondo la guardia di finanza, di generare un volume di giocate di almeno 2 milioni e mezzo al mese. Un business che era stato sgominato a novembre dell’anno scorso e che ieri ha portato a 6 condanne e 7 assoluzioni.

La sentenza, al termine del processo che si è svolto con il rito abbreviato, è stata emessa dal gup Paolo Magro, che ha accolto solo in parte le richieste del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Dario Scaletta, che avevano coorindato l’inchiesta “All In 2”, seguito del blitz “All in”, messo a segno a giugno dell’anno scorso, col quale erano emersi anche gli interessi di Cosa nostra nel settore delle scommesse. E’ quanto si legge su palermotoday.it.

Il giudice ha inflitto 6 condanne che vanno da 3 anni e 2 mesi a 2 anni. 7 le assoluzioni. Il gup ha anche disposto la restituzione di due sale scommesse, una a Gragnano (NA) e l’altra a Palermo. Sono invece stati confiscati gli altri beni che erano stati sequestrati, 4 agenzie tra Palermo e Belmonte Mezzagno (PA) per un valore complessivo di circa 800mila euro.

Le scommesse – si legge su repubblica.it – venivano convogliate in agenzie regolarmente autorizzate, che però disponevano di “conti gioco” intestati a terzi, grazie all’utilizzo di piattaforme straniere illegali. Cosa nostra avrebbe puntato sulle nuove frontiere del gioco a Malta, in Romania, in Lituania e in altri Paesi dell’Est, dove le legislazioni sono molto permissive e hanno sede i server che gestiscono le puntate. Le due tranche dell’indagine “All In” erano state gestite dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo, coordinati dalla Dda. Le accuse andavano dall’associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo delle scommesse alla truffa ai danni dello Stato, più il trasferimento fraudolento di valori.