Per fare 13 con Totocalcio e Corsa Tris nelle loro versioni 4.0, il gruppo Sisal «scommette» su una manager torinese esperta di intelligenza artificiale. Marina Geymonat, ex responsabile Ai di Tim, è stata nominata a capo del nuovo Innovation Lab di Sisal a Torino, l’hub di competenze domiciliato in Fondazione Agnelli che nasce con l’obiettivo di aggiornare il gioco alla sostenibilità e alla digital transformation. E’ quanto si legge sul Corriere della Sera.

«In questi giorni abbiamo aperto altre candidature — afferma Geymonat —. Dopo aver assunto data scientist, cerchiamo professionisti di scouting di tecnologie e Ux designer. Vogliamo costruire un team in grado di portare valore aggiunto, fare rete con le realtà innovative del territorio e creare visione sul futuro del gioco». Sisal (da poche settimane controllata dal gruppo irlandese Flutter) è la società fondata a Milano nel 1946 da Massimo della Pergola, il giornalista sportivo che, insieme a Fabio Jegher e Geo Molo, ha inventato due delle grandi passioni degli italiani: Totocalcio e Totip. «Nel Dopoguerra con i proventi della schedina Sisal sono stati ricostruiti gli stadi di calcio, oggi cerchiamo una strada etica e sostenibile per far sì che l’azzardo e la scommessa compulsiva restino fuori gioco», spiega Geymonat. In palio c’è un mercato immenso: ogni anno gli italiani puntano più di 100 miliardi nelle scommesse con la Dea Bendata.

Ma il gioco ha cambiato volto, sempre più «assediato» da piattaforme digitali di betting e poker online; nel 2019 i giochi online rappresentavano solo il 10% della spesa complessiva, ma negli ultimi due anni l’incidenza è più che raddoppiata. Se ne sono accorti anche in Sisal che infatti hanno mandato in pensione il vecchio Totocalcio per lanciare la sua versione anche in digitale e 4.0 e oggi generano il 50% dei ricavi dal web. Da qui l’idea di lanciare un Innovation lab per ripensare il gioco attraverso le lenti delle nuove tecnologie. «Sisal ha scelto di aprire il suo primo Innovation Lab a Torino per due ragioni: la prima è che qui ci sono ottime competenze hitech, la seconda è che il nostro ceo, Francesco Durante, voleva un centro vicino al quartier generale ma comunque non all’interno».

Sisal investe più di 50 milioni di euro l’anno nella transizione digitale e in innovazione. E il nuovo centro di Torino costituisce uno degli asset principali di questa corsa alle tecnologie. La scommessa tech è anche non essere associati all’azzardo. «Il gioco in Italia è un grande business. Ma per evolversi deve essere solo un gioco. Come lo è stato per tante generazioni che sognavano il 13 in schedina. E qui la tecnologia viene a supporto», precisa Geymonat.

Intanto l’Ai è chiamata a prevenire i casi di «giocate eccessive». «I nostri data scientist lavorano ad algoritmi che sono in grado di individuare giocate anomale. E quindi possiamo intervenire con degli alert, semafori rossi che avvertono chi sta esagerando. Ma poi c’è tutta la parte dell’envisioning e dell’intrattenimento. Non solo Ai, ma anche virtual reality, 5g, tutta la cassetta degli attrezzi che ci può far giocare e intrattenere in totale sicurezza».

Il lab di Torino è appena nato ma sta già sviluppando un prototipo sull’augmented reality in grado di fare «succedere cose» alle ricevute di carta, basterà «inquadrarle con lo smartphone». E poi c’è il capitolo del retail, delle ricevitorie che puntano a trasformarsi in luoghi di socialità. Anche per gli esport; «magari portando i campioni del gaming a giocare partite dimostrative». Nel centro di innovazione vengono con frequenza i manager e responsabili delle varie divisioni di Sisal, per fare sviluppo co-creation. «Anche se sviluppiamo alcuni prototipi. Non creiamo noi i prodotti. Il senso dell’innovazione è proprio questo. Ma cerchiamo di dare una vision, sulla base delle tecnologie a disposizione».