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(Jamma) – Nell’iter di presentazione alle Regioni ed Enti Locali del progetto “Un Gioco Buono anche per il Territorio”, volto a diffondere una innovativa cultura di impresa degli operatori del gioco lecito, in stretta relazione al territorio che li ospita, la delegazione As.Tro, nella persona del coordinatore del progetto e vicepresidente Lorenzo Verona, sarà ricevuta questo pomeriggio in Campidoglio dai rappresentanti della Giunta capitolina, alla luce del fatto che anche il Comune di Roma è in procinto di emanare una ordinanza “oraria” di limitazione del funzionamento degli apparecchi da gioco.

As.Tro ha da sempre contestato le ordinanze restrittive contro le slot a vincita limitata a moneta metallica, non per gli obiettivi che si prefiggevano (ovvero la tutela della salute pubblica), ma in quanto ritenute inutili e persino dannose.

Simili ordinanze non tutelano il giocatore dalle ”derive” compulsive al gioco, bensì lo indirizzano verso prodotti più impattanti o verso l’illegalità.
Non è difficile pensare infatti che, se si spengono le slot legali, i giocatori, soprattutto quelli che hanno un atteggiamento non “prudente” nei confronti del gioco, si rivolgano ad altri prodotti ed è altrettanto facile intuire che, vietando il gioco legale, si insinui subito quello illegale.
Moltissimi esempi confermano questa tesi, come quanto avvenuto in Lombardia, in Liguria o a Bolzano dove, da quando sono entrati in vigore questi provvedimenti, si è verificato da un lato un aumento esponenziale dei malati affetti da Gap e, dall’altro, il circuito del gioco illegale ha preso il sopravvento.

As.Tro, attraverso il proprio progetto del Gioco Buono, mira a diffondere e valorizzare tutta una serie di accorgimenti, tra cui:
-riduzione fino al 50% delle macchine
-formazione del punto vendita
-posizionamento delle slot all’interno del pubblico esercizio, in zona “dedicata”
-cooperazione con le ASL per prevenire e tutelare le fasce a rischio
-cooperazione con le forze dell’ordine per prevenire fenomeni di illegalità e salvaguardare il decoro e la pulizia urbana,

per far diventare il locale debitamente “formato” e “responsabilizzato”, dove l’acquisto del “servizio gioco” coincide con una costante e qualificata percezione di messaggi di prevenzione del gioco patologico.

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