Novità nel maxi processo a carico di 72 persone coinvolte nell’inchiesta sul business del gioco d’azzardo, tra sale bingo e centri scommesse, gestiti dal clan dei Casalesi nel casertano ed in Emilia Romagna. Il pubblico ministero della Dda Maurizio Giordano ha chiesto di pronunciare sentenza di non luogo a procedere per alcune imputazioni, contestate a tutti gli imputati, per intervenuta prescrizione. Richiesta a cui si sono associati i difensori degli imputati. Lo riporta casertanews.it.

Si torna in aula a inizio febbraio quando il collegio presieduto dal giudice Francesco Rugarli del tribunale di Santa Maria Capua Vetere dovrà pronunciarsi, emettendo sentenza ‘parziale’ e stralciando, dunque, parte delle accuse.

Secondo l’accusa il clan dei Casalesi avrebbe investito nel gioco d’azzardo i propri profitti illeciti sia nel casertano che in provincia di Modena. In Emilia Romagna, secondo quanto emerso, il clan avrebbe stretto un patto con la ‘ndrangheta aprendo in alcune zone di ‘competenza criminale’ sale bingo e centri scommesse. I proventi del gioco sarebbero poi finiti nella misura del 50% nelle casse del clan.