Marco e’ gestore di apparecchi da intrattenimento. E’ lui ad inviare una missiva agli amministratori e politici della Lombardia nell’auspicio che altri seguano il suo esempio.

Ecco la lettera: “Per vostra informazione dai gestori di apparecchi di cui al comma 6/a art. 100 TULPS e non “slot machines”. Centinaia di imprese oneste con migliaia di lavoratori onesti ed altrettante famiglie a carico che grazie alla vostra ordinanza senza senso non potranno pagare fornitori, dipendenti, mutui e non sapranno come mantenere la famiglia… Tutto per cosa? Gli apparecchi comma 6/a che voi chiamate volgarmente slot machines, in quanto non conoscete i termini di legge, sono distanziati secondo norma (almeno 1 metro), sono sanificati spesso come da norma (almeno ogni ora), sono ad uso singolo (quindi nessun assembramento), ne è consentito l’uso solo con mascherina indossata, come da norma viene fornito l’igenizzante e soprattuto non esiste un caso di contagio tracciato causato da tali apparecchi. Pura demagogia. Intanto possono grattare grattini al banco ma fino alle 18, poi solo seduti, possono giocare e guardare i numero del 10 e Lotto fino alle 18, poi solo seduti…”

Marco Curti
Con disprezzo
Da uno che purtroppo vi ha votato
Futuro disoccupato