binetti
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(Jamma) – “Resterà come un vulnus in questa XVII legislatura, in cui pure si sono alternati tre diversi capi di governo che avrebbero potuto e dovuto prestare una maggiore attenzione a un problema, che appare sempre più grave nel nostro Paese. Mi riferisco al mancato riordino del settori giochi e alla grave responsabilità che ne consegue per il governo, che ha di fatto contribuito ad una diffusione capillare del gioco nelle sue diverse forme”.

Lo afferma l’on. Paola Binetti di Area Popolare. “Abbiamo fatto proposte di ogni tipo, cercando di collaborare seriamente con il governo e i suoi interlocutori principali, a cominciare dall’on. Pier Paolo Baretta. Ma a distanza di oltre 4 anni la conclusione è drammaticamente negativa. Abbiamo proposto il divieto assoluto di pubblicità, a cominciare dai grandi cartelloni pubblicitari delle sale con Vlt in giro per le città; ci siamo concentrati sugli spot durante le partite di calcio e sulla pubblicità sul web in genere e sui social, in particolare. Ho presentato numerose interpellanze e interrogazioni, approfittando delle offerte speciali che arrivavano direttamente sull’indirizzo di posta elettronica della Camera. Ma non ho avuto risposte, nonostante le diverse forme di pubblicità denunciate offrissero soldi per giocare e suggerissero precisi percorsi per arricchirsi con una attività ai limiti del lecito.

Abbiamo protestato contro i mini-casinò prospettati dal governo, in cui ci saremmo trovati davanti a supermarket del gioco dove tutto era accessibile a tutti, in spazi comprensivi di ludoteca per i più piccoli, ristoranti e parchi gioco di ogni genere. Abbiamo provato a suggerire al contrario formule anti-concentrazione: dal tabaccaio solo lotterie istantanee; nelle sale dedicate solo Vlt; nelle sale bingo solo il gioco del bingo; nelle agenzie di scommesse solo le scommesse; nei bar, nei bar tabacchi, nei circoli ricreativi solo le Awp, I flipper ed i calciobalilla. La filosofia che sta dietro questa scelta è facile da spiegare: il giocatore, non trovando una concentrazione del gioco nello stesso luogo, non sarebbe catapultato in un ambiente dedicato a 360% al gioco d’azzardo e sarebbe costretto a recarsi appositamente in diversi luoghi per trovare diverse tipologie di gioco.

Se poi fosse stato accettato il principio delle distanze di sicurezza dai luoghi sensibili, per esempio il divieto di almeno 300 metri per le sale con VLT, le più pericolose sotto il profilo delle possibili perdite, e i limiti di orario fossero stati fissati in modo chiaro ed inequivocabile forse qualcosa di concreto il Governo avrebbe potuto dire di aver fatto a tutela del giocatore fragile. Ma il governo anche ora, in prospettiva della prossima manovra, sembra concentrato solo sull’aspetto economico: come ricavare più risorse dal gioco. Ma nonostante in questi pochi mesi abbia ricavato almeno 1,23 miliardi in più, con un aumento del Preu dal 13% al 17,5% su Awp o New Slot dei bar e locali pubblici, non ha fatto nulla, ma proprio nulla o meno di nulla per attivare strategie di prevenzione e di cura. Il gioco è uno dei buchi neri più vistosi in cui la nostra economia rischia di affondare, perché più lo tassa e paradossalmente più cresce il nostro disavanzo, aumenta il debito pubblico e si rovinano tante famiglie. E questa manovra corre il rischio di incrementare la crisi e rafforzare le illusioni di qualcuno che in un Paese che non cresce spera di aggirare la cattiva sorte con un colpo di fortuna che non verrà”.

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