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(Jamma) – Presentati 5 ordini del giorno sui giochi – nel corso dei lavori sulla Manovra Correttiva – nella seduta di ieri della Commissione Bilancio del Senato. Il Governo ha chiesto tempo per poter esaminare i provvedimenti, l’esame è stato così rinviato alle sedute di oggi (in calendario alle 9 e alle 15).

Alessandra Bencini, Maurizio Romani e Ivana Simeoni (Misto) “premesso che: il gioco d’azzardo legalizzato, terza industria italiana per fatturato, ha raggiunto costi sociali e personali non più tollerabili, soprattutto se si considera che è stato sovente causa del suicidio delle persone coinvolte; la crisi economica non solo non ha frenato questo fenomeno, ma anzi ne è stata moltiplicatrice, poiché il gioco viene praticato per disperazione anche in tante famiglie non abbienti, che aggravano sempre di più la loro condizione; nelle regioni a minor reddito si ha mediamente una maggiore percentuale di spesa per gioco d’azzardo e più del 50 per cento dei giocatori patologici è disoccupato; se si tiene conto poi che lo Stato ricava dal gioco d’azzardo risorse comunque inferiori ai costi sociali ricadenti sulla salute e sull’economia delle famiglie, è facile constatare una palese contraddizione con i principi costituzionali ove, da un lato è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza tra i cittadini e impediscono il pieno sviluppo della persona umana e, dall’altro, è lo stesso Stato a consentire una pratica che pone ostacoli alle fasce deboli e che impatta negativamente su un gran numero di persone; diversi governi, di vari schieramenti, per reperire ulteriori gettiti fiscali hanno ridotto un numero elevato di legalizzazioni di nuovi giochi d’azzardo, anche on line, creando la figura dello Stato biscazziere; dato molto preoccupante è l’emersione del coinvolgimento della criminalità organizzata nel mondo del gioco d’azzardo ma ancor più sconcertante è come oramai l’illegalità sia strettamente legata al gioco legale. Viene quindi meno in modo evidente l’assunto secondo il quale il gioco legale contrasterebbe quello illegale. Quanto detto è altresì confutato nella relazione finale redatta nella scorsa legislatura dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia; considerato che: sono impressionanti i numeri che riguardano il gioco d’azzardo: quasi 100 miliardi di fatturato, 4 per cento del Pil nazionale, miliardi di tasse, 12 per cento della spesa delle famiglie italiane, 15 per cento del mercato europeo del gioco d’azzardo, 4,4 per cento del mercato mondiale, 400.000 slot-machines, 6.181 locali e agenzie autorizzate, 15 milioni di giocatori abituali, circa 800.000 i giocatori affetti da ludopatia, da 2 a 3 milioni a rischio patologico, 5-6 miliardi l’anno necessari solo per curare i dipendenti dal gioco patologico (ludopatici), oltre ad altri costi indotti; il minor gettito fiscale che inevitabilmente verrebbe a crearsi dalla riduzione del gioco d’azzardo sarebbe però compensato, secondo alcuni accreditati studi, dalla riduzione del costo sociale che la collettività dovrebbe affrontare per le conseguenze della diffusione del gioco d’azzardo, solo in parte rappresentato dalle spese di cura per gli 800.000 ludopatici accertati e dai costi della prevenzione nei confronti dei cittadini a rischio (da due a tre milioni); anche numerose associazioni, sindaci e alcuni consigli regionali, si sono pronunciati favorevolmente per contrastare il gioco d’azzardo; considerato, infine, che: sarebbe opportuno vietare ogni forma di pubblicità a qualsiasi tipologia di gioco d’azzardo, in quanto incompatibile con i rischi che ne derivano e con il livello di danno sociale conseguente, ma anche quale indice sui reali valori perseguiti dall’ordinamento giuridico italiano; sarebbe opportuno, altresì, al fine di tutelare i minori di anni diciotto, che l’accesso al gioco, in tutte le sue forme, venga limitato attraverso l’utilizzo obbligatorio della tessera sanitaria, come a tutt’oggi avviene nei distributori automatici di tabacchi; impegna il Governo: a valutare l’opportunità di introdurre il divieto del gioco d’azzardo, con le uniche eccezioni del lotto, escluso il lotto istantaneo, delle lotterie nelle loro varie forme, e delle scommesse sugli eventi sportivi, qualificando come reato le violazioni del divieto e comminando pene severe; a valutare l’opportunità di ridurre il mercato dell’azzardo on line proibendo la pubblicità che, in particolare nella rete internet, è fondamentale per la conoscibilità dei siti e, per quanto attiene al danno sociale e alla salute pubblica, è strettamente paragonabile a quella sui prodotti da tabacco, che in Italia è già stata proibita tanti anni fa; a valutare l’opportunità di consentire l’accesso al gioco, in tutte le sue forme, solo attraverso l’utilizzo della tessera sanitaria, come a tutt’oggi avviene nei distributori automatici di tabacchi”.

La senatrice Serenella Fucksia (FL/Id-PL, PLI) “premesso che: l’articolo 6 dell’AS 2853 reca disposizioni in termini di prelievo erariale unico sulle somme giocate o di ritenuta, sulle vincite su alcune tipologie di giochi, quali le cosiddette «new slot» (AWP), le VLT, il lotto, Vinci per la vita – Win for life, Vinci per la vita – Win for Life Gold e «Si Vince Tutto Super Enalotto», lotterie nazionali ad estrazione istantanea, Enalotto e Superstar; in particolare le AWP, cosiddette «new slot» possono essere installate sia in locali che svolgono attività diverse dal gioco (pubblici esercizi, rivendite di tabacchi),quindi ad accesso libero, sia in sale destinate prevalentemente ad attività di gioco (sale scommesse, sale bingo), in cui l’accesso è precluso ai minori di età, mentre le cosiddette VLT possono essere installate solo in sale in cui è precluso l’ingesso ai minori di età (Sale VLT, Sale Scommesse, sale Bingo); sulle AWP con l’articolo 1, comma 918, della legge 28 dicembre 2015 n. 208, la misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi in parola è già stata incrementata di 4,5 punti percentuali, portando la previgente aliquota del 13 per cento al 17,5 per cento, mentre la presente norma prevede in aumento di un 1,5 punti percentuali (da 17,5 per cento a 19 per cento); sulle VLT con l’articolo 1, comma 919, della legge di stabilità per il 2016, la misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi in parola è già stata incrementata di 0,5 punti percentuali, portando la previgente aliquota del 5 per cento al 5,5 per cento mentre la presente norma prevede un aumento di 0,5 punti percentuali (da 5,5 per cento a 6 per cento), considerato che: l’effetto delle norme di cui alla legge di Stabilità è stato quello di costringere la filiera a recuperare, nel corso dell’anno 2016, la maggiore tassazione di 2,5 punti percentuali, potendo traslare sui giocatori, a partire da agosto, minori vincite pari a 4 punti percentuali; un ulteriore aumento produrrà una nuova diminuzione delle vincite per i giocatori; in particolare la decisione di aumento così differente tra AWP e VLT, in considerazione dei diversi luoghi in cui le stesse possono essere installate e della circostanza per cui mentre le VLT sono collegate ad una rete nazionale che ne assicura il monitoraggio ed il controllo, l’installazione delle AWP richiede un certificato rilasciato dalle competenti autorità che è facilmente aggirabile o falsificabile ed il controllo è esercitato dal fornito re stesso delle macchine, potrebbe alimentare un mercato illegale del gioco già esistente e chi si stima in fase di incremento direttamente proporzionale all’incremento della tassazione; l’iniquo aumento del prelievo erariale non sembra coerente con lo scopo di contrasto alla ludopatia, impegna il Governo: a impegnarsi efficacemente nella lotta e nel contrasto del mercato illegale dei giochi, in –particolare aumentando i controlli sul territorio con specifico riferimento agli esercizi che dispongono di macchine AWP”.

Ancora, il senatore Marcello Gualdani (AP-CpE-NCD) “premesso che: con l’articolo 1, comma 922 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) è stato precluso il rilascio, dal 1º gennaio 2016, di titoli autorizzatori («Nulla Osta») per apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) del TULPS (cosiddetto AWP) che non siano sostitutivi di Nulla Osta di apparecchi già in esercizio, introducendo con ciò un tetto massimo non superabile agli apparecchi in esercizio; con l’articolo 1, comma 943, della stessa legge n. 208 del 2015 è stata prevista una riduzione del numero di Nulla Osta in misura non inferiore al 30 per cento, in funzione dell’introduzione di una nuova generazione tecnologica di AWP, non ancora definita ad oggi; con l’articolo 6-bis del disegno di legge esaminato dal Senato si reinterpreta la richiamata riduzione dei Nulla Osta di cui al comma 943 indicando un percorso temporale di riduzione del numero di Nulla Osta di esercizio degli apparecchi AWP per ottenere un numero complessivo sul mercato non superiore a 345.000 al 31 dicembre 2017 e non superiore a 265.000 al 30 aprile 2018; considerato che: il corpus normativo in materia di apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) del TULPS prevede l’affidamento in concessione per la gestione telematica degli apparecchi, in corso dal marzo 2013 ed in vigore fino al marzo 2022, ad operatori selezionati con procedura ad evidenza comunitaria i quali richiedono le autorizzazioni ed interconnettono apparecchi prevalentemente di proprietà di terzi, sulla base di contratti privatistici i cui contenuti sono derivati da schemi tipo previsti nel rapporto convenzionale. Ad oggi, si stima che oltre tre quarti degli apparecchi per i quali sono rilasciati Nulla asta siano di proprietà di soggetti giuridici diversi dagli affidatari delle concessioni; in ragione di tale quadro normativo, già in sede di applicazione del «tetto» di autorizzazioni di cui al richiamato comma 922 il Ministero dell’economia e delle finanze – Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha ritenuto di regolare le procedure di rilascio e di decadenza dei titoli autorizzatori (da ultimo, con circolare del 12 aprile 2016) nell’ottica di «garantire eguali possibilità a tutti i concessionari ed evitare altresì fenomeni distorsivi delle dinamiche concorrenziali», consentendo con dette procedure la possibilità per alcuni concessionari di accrescere il numero delle autorizzazioni ad essi rilasciate nelle condizioni in cui si siano ridotte, per dinamiche concorrenziali tra concessionari o tra proprietari di apparecchi, quelle di altri concessionari; il richiamato corpus normativo in materia di apparecchi cosiddetti AWP ed in particolare l’affidamento concessorio non prevede in alcun modo, a differenza dell’altro oggetto di affidamento (apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b) del TULPS – cosiddetto VLT), la determinazione fissa del numero di autorizzazioni per concessionario, in ragione delle richiamate dinamiche privatistiche di contrattualizzazione con i proprietari degli apparecchi; impegna il Governo: nella redazione delle modalità attuative dell’articolo 6-bis, da indicarsi con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze entro il 31 luglio 2017, a tenere conto delle effettive dinamiche concorrenziali del mercato delle AWP e delle vigenti condizioni convenzionali ed in particolari ad individuare modalità di calcolo della riduzione del numero di autorizzazioni per ciascun singolo concessionario sulla base della complessiva evoluzione del mercato realizzatasi fino alle scadenze previste. dal richiamato articolo 6-bis”.

Sono due gli ordini del giorno sui giochi presentati invece dal Movimento5Stelle ,entrambi sottoscritti da Endrizzi, Mangili, Lezzi, Bulgarelli: 1)”Premesso che il provvedimento in esame agli articoli 6 e 6-bis reca alcune disposizioni in materia di giochi; impegna il governo: a prevedere, in sede di rilascio e di rinnovo di ogni concessione in tema di giochi d’azzardo e scommesse, il divieto assoluto, per i concessionari, di porre in essere comunicazioni commerciali audiovisive e radiofoniche, sulla stampa periodica o su qualsiasi altro mezzo di comunicazione, dirette o indirette, che inducano all’acquisto di prodotti o alla partecipazione ad attività di gioco, quali lotterie, concorsi a premio, scommesse sportive e affini, o ad attività, anche online, comunque denominate, finalizzate alla riscossione di somme di denaro, la cui vincita sia determinata esclusivamente o in modo preponderante dal caso”.

2) “Premesso che il provvedimento in esame agli-articoli 6 e 6-bis reca alcune disposizioni in materia di giochi; considerato che: il fenomeno del gioco praticato tramite VLT, video lottery terminal (art. 110 comma 6, lettera B, del-regio decreto n. 773 del 1931 , e successive modificazioni ed integrazioni), oggi, in Italia, si presenta come uno dei giochi d’azzardo più allarmanti sotto diversi aspetti; tale considerazione nasce dall’osservazione oggettiva di alcune caratteristiche tecniche dei terminali: al netto del limite massimo di giocata di 10 euro, si riscontra la possibilità da parte del giocatore di inserire nella macchina banconote di grande taglio e ciò, vista l’assenza dell’obbligo di identificazione dei riscossori dei buoni di pagamento erogati dal terminale, rappresenta un procedimento funzionale al riciclaggio di denaro. Inoltre, osservando i tempi di durata media delle giocate rapportate alla quantità minima e massima di denaro inseribile, si osserva una sostanziosa perdita media-oraria di denaro, seppure a fronte di una fortemente aleatoria possibilità di cospicue vincite; nella relazione illustrativa dell’atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 389, schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2015/849/UE, si legge che «Le norme maturano all’esito di una puntuale analisi nazionale del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, condotta nel 2014 dal Comitato di sicurezza e focalizzata anche sul mercato dell’offerta di servizi di gioco, rispetto a cui, con particolare riferimento al gioco online e ai gioco offerto tramite VLT (videolottery), l’analisi nazionale del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, condotta nel 2014 dal Comitato di sicurezza finanziaria, ha rilevato notevoli criticità, specie per quanto più strettamente attinente alla sicurezza e professionalità delle reti distributive. ( … ) La norma descrive dettagliatamente le criticità, relative al gioco online e al gioco tramite VLT, che i sistemi di controllo dei concessionari di gioco devono essere in grado di intercettare e mitigare adeguatamente e ribadisce il ruolo di amministrazione di riferimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, cui spetta di verificare l’osservanza degli adempimenti cui i concessionari sono tenuti e di emanare linee guida, ad ausilio dei concessionari, nella corretta implementazione dei presidi»; le VLT sono da considerarsi vere e proprie slot machine, più aggressive di quelle installate nei quattro casinò italiani, in relazione al funzionamento delle vincite e delle perdite. È necessario sottolineare che mentre le slot machine attive sono circa 380.000 in Italia, le VLT sono solo 50.000 e questo dimostra quanto questo minor numero di videoterminali raccolgano, in termini di movimentazione totale di denaro, quasi quanto le slot e di conseguenza quanto siano complessivamente più costose. Risulta agli interroganti, inoltre, che i terminali VLT accettino, in alcuni casi, esclusivamente solo banconote (comprese quelle da 500 euro, finché il Ministero dell’economia non procederà alla loro definitiva messa al bando cogliendo l’occasione dello schema di decreto recante attuazione della direttiva europea), poiché pare che sia facoltà del concessionario o del produttore del terminare di disattivare l’inserimento delle monete, incentivando così un gioco economicamente più massivo; il comma 943 dell’articolo 1 della legge n. 208 dispone che «Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze è disciplinato il processo di evoluzione tecnologica degli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. ( … ) A partire dal 1º gennaio 2017 possono essere rilasciati solo nulla osta per apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto, prevedendo la riduzione proporzionale, in misura non inferiore al 30 per cento, del numero dei nulla osta di esercizio relativi ad apparecchi attivi alla data del 31 luglio 2015, riferibili a ciascun concessionario». Le stime fornite dallo stesso sottosegretario Baretta in sede di risposta ad un’interrogazione con risposta immediata il 19 maggio 2016 in VI Commissione permanente alla Camera, al 31 luglio 2015 le apparecchiature di questo tipo, ossia le AWP, risultavano essere 378.109 e dunque tale riduzione dovrà attestare il numero di new slot non oltre i 265.000 esemplari al 31 dicembre 2019; impegna il Governo: a procedere con l’emanazione del decreto ministeriale citato al comma 943 dell’articolo 1 della legge n. 208 del 2015, e ribadire quanto espresso all’articolo 3 del decreto direttoriale 6 agosto 2009 in merito al contenimento dei VLT nella percentuale del 14 per cento dei AWP totali, i quali entro il 31 dicembre 2019 dovranno risultare il 30 per cento in meno dei macchinari autorizzati al 31 luglio 2015; alla luce delle riduzione degli apparecchi VLT, ad innalzare la tassazione sui VLT incrementando le entrate per lo Stato e, contestualmente, contribuire a contenere la perdita monetaria oraria a carico di ogni singolo giocatore; ad inibire l’utilizzo delle valute cartacee da 500 e da 200 euro nel contesto dei VLT inserendolo nel decreto legislativo di cui all’atto del Governo sottoposto a parere parlamentare citato; a prevedere l’obbligo di esplicitare sui ticket erogati dalle videolottery il nominativo del giocatore insieme al quantitativo di denaro inserito nel videoterminale, l’eventuale vincita o assenza di giocata, così da avere evidenza dei movimenti dei flussi di denaro attraverso l’apparecchiatura di gioco indiretto collegamento con le persone fisiche, apportando queste verifiche e contro bianche al di sotto del limite previste di 500 euro. Altri importanti spunti per una migliore normativa ad hoc per le VLT possono essere facilmente reperiti nella relazione della Commissione parlamentare antimafia sulle infiltrazioni mafiose a criminali nel gioco lecito e illecito; ad assumere iniziative dirette ad obbligare l’Agenzia delle dogane e dei monopoli alla pubblicazione dei dati sulle certificazioni delle piattaforme VLT, fermi al 2012, con le stesse modalità analitiche precedentemente in uso, prevedendo altresì un obbligo di pubblicazione, per il futuro, con cadenza mensile; ad attivarsi al fine di superare l’attuale conflitto di interessi in virtù del quale i software di gestione delle videolottery sono in mano agli stessi concessionari”.

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