emendamenti

Un atto dovuto quello della presentazione in Aula del Senato delle proposte emendative al testo del dl di Bilancio 2019. Sono approvati in Senato due tomi di proposte tra cui figurano molti emendamenti in materia di giochi.

Si attende in serata il maxi emendamento sui cui si voterà la fiducia.

Tra le proposte figura, a firma Giovanni Endrizzi, M5S, l’emendamento con il quale si chiede ” Ferma restando la riduzione del numero dei nulla osta di esercizio relativi agli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, prevista dall’articolo 6 -bis , comma 1018 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,”, di aggiungere “Gli apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto non possono presentare parametri di funzionamento superiori ai limiti previsti per gli apparecchi attualmente in esercizio”.

Confermato anche l’emendamento a firma Damiani finalizzato alla tutela dei gestori di apparecchi da intrattenimento.

Dal gruppo LeU la proposta di incrementare la dotazione del fondo anti-ludopatia con l’incremento del Preu sulle slot (per altro già suoerato dall’emendamento del governo che fa seguito all’Intesa con Bruxelles).

A firma Papatheu,Rossi una proposta per consentire l’estinzione dell’ingente contenzioso sulle convenzioni eccessive alle concessioni per il servizio di raccolta delle scommesse ippiche.

Riproposto anche l’emendamento a firma Mirabelli sulla riorganizzazione del settore giochi.

Giammanco propone All’articolo 1, comma 636, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 le parole: ”euro 7.500” sono sostituite dalle seguenti:

”euro 3.000” e le parole ”euro 3.500” sono sostituite dalle seguenti:
”euro 1.350”. L’imposta unica per le tipologie di giochi di sorte a quota fissa e dei giochi di
carte organizzati in forma diversa dal torneo, con partecipazione a distanza, è conseguentemente ridefinita nella misura del ventidue per cento delle somme che, in base al regolamento di gioco, non risultano restituite al giocatore».

 

 

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