Una sala slot chiusa e due attività multate dalla Polizia locale di Montegrotto Terme: è il risultato dei primi controlli sul territorio dopo l’approvazione in Consiglio Comunale del regolamento per la lotta alle ludopatie e l’adozione dell’ordinanza del Sindaco che disciplina gli orari di funzionamento delle “ slot machine”.

Il primo provvedimento ha colpito una sala giochi alla quale è stata ordinata la sospensione a tempo indeterminato dell’attività per la rumorosità dell’esercizio e l’irregolarità dell’impianto di aspirazione fumi della sala fumatori. L’esercizio è stato controllato in orario notturno dai Carabinieri della Locale Stazione, comandati dal Luogotenente Biagio D’Angiolillo. Questi hanno accertato in due diverse occasioni l’apertura dell’esercizio in orari non consentiti e il mancato rispetto dell’ordinanza di sospensione dell’attività. Il titolare sarà denunciato per inosservanza di provvedimenti dell’autorità e riceverà due verbali per il mancato rispetto dell’ordinanza sugli orari consentiti per il funzionamento delle slot machine. L’esercizio riaprire solo dopo aver aver messo a norma i locali, se i proprietari decideranno di farlo.

In altri due locali la Polizia locale, ha accertato che gli apparecchi da gioco continuavano a funzionare anche di notte, oltre gli orari consentiti dal regolamento comunale. I titolari di questi esercizi riceveranno la notifica del verbale di accertamento di violazione che prevede la sanzione di 150 euro. Altri servizi di controllo verranno programmati anche per il mese di maggio e poi continueranno tutto l’anno.

«Nella logica del controllo annunciato, siamo passati – commenta il sindaco Riccardo Mortandello – dalle parole ai fatti. Il primo obiettivo del regolamento è la limitazione delle nuove aperture vicino ai siti sensibili per tutela delle fasce di consumatori psicologicamente più deboli. Per i locali già aperti abbiamo stretti margini di manovra ma un controllo vigile sta già dando i suoi frutti: il contrasto alle ludopatie è anche un tentativo di creare un argine a forme di dequalificazione territoriale e di infiltrazione criminale nell’economia cittadini, quali, per esempio, il prestito ad usura per i debiti contratti al gioco».

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