Malta non sta facendo abbastanza per intervenire sulla cattiva reputazione a causa dei fenomeni legati al riciclaggio di denaro nelle attività di gioco. E’ quello che hanno denunciato esponenti dell’industria dell’azzardo online.
Parlando oggi al terzo summit annuale organizzato da KPMG Gaming , Enrico Bradamante, presidente di iGEN, uno dei più importanti gruppi del settore del gioco online, ha detto che gli sforzi di Malta per dissipare la cattiva reputazione non sono stati sufficienti.

“Questo è un problema che sta creando grosse difficoltà e problemi anche al settore bancario, tanto da valutare con il governo misure su come garantire che lo stato di diritto a Malta sia mantenuto a livelli molto alti”, ha detto.

Bradamante ha ribadito che Malta è ad oggi una eccellenza nel gaming e l’epicentro del settore. L’industria è destinata a crescere, ma per garantire che succeda davvero deve continuare a essere un leader nella regolamentazione .

“Il paese è molto aperto al dialogo, cosa che non ho visto in nessun altro posto”, ha detto.

Nel corso del dibattito gli esperti hanno spiegato che, sebbene il paese stia facendo progressi significativi nell’affermarsi come leader nel settore dei giochi e nell’emergente mercato delle tecnologie blockchain, è limitato da un’infrastruttura inadeguata, dai prezzi degli immobili e da un sistema scolastico non proprio al top.

Bradamante ha anche segnalato la questione del settore bancario a Malta che non supporta adeguatamente il settore, creando difficoltà ai lavoratori stranieri quando cercano di ottenere un certificato di residenza maltese o di aprire un conto bancario.

Come possibile soluzione, ha affermato, si potrebbe creare un sistema bancario alternativo attraverso blockchain.

Rivolgendosi al segretario parlamentare Roderick Galdes i rappresentanti dell’industria hanno chiesto , con urgenza, riforme sul sistema degli affatti. L’alto costo della vita sta avendo effetti sulla competitività di Malta.

I costi di affitto sono un fattore chiave nella valutazione del costo della vita. I prezzi degli affitti dovrebbero essere indicizzati in rapporto agli stipendi piuttosto che al valore degli immobili.

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