Sono tempi bui per la Lotteria Italia, non si arresta infatti il trend che caratterizza da anni uno dei concorsi più longevi del panorama del gioco pubblico italiano.

Alla Camera dei Deputati è approdato lo Schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali da effettuare nell’anno 2020 con una serie di dati sull’andamento del concorso negli anni.

“Per quanto concerne la Lotteria Italia i dati riferiti ai risultati degli ultimi anni comunicati dll’Agenzia delledogane e dei monopoli evidenziano una diminuzione costante del numero dei biglietti venduti: 6.717.269nel 2019, 6.955.460 nel 2018, 8.603.900 nel 2017 e 8.805.040 nel 2016.

Si continua a rilevare una consistente diminuzione delle spese totali per la gestione della lotteria (pari nel 2019 complessivamente a 6.292.345 euro rispetto ai 6.404.300 euro del 2018, 19.409.500 del 2017 e ai 19.759.200 del 2016), mentre si registra nel 2019 una diminuzione dell’utile erariale, pari a 13.647.000 euro, rispetto ai 14.186.500 euro del 2018 (11.805.000 euro nel 2017 e 12.133.000 euro nel 2016).

In particolare, la diminuzione delle spese a partire dal 2018 è riconducibile all’assenza nel tagliando della Lotteria Italia del premio della lotteria istantanea abbinata (gratta e vinci) che nelle precedenti edizioni del 2017 e del 2016 ha pesato rispettivamente per 11.389.800 e 11.647.080 euro.

Tale diminuzione ha peraltro contribuito a ridurre ulteriormente l’entità dell’integrazione della massa premi a valere sull’apposito capitolo 3922 del bilancio dello Stato: nel 2019 l’integrazione è stata di 2.521.000 euro mentre nel 2018, 2017 e2016 è stata rispettivamente di 2.639.000 euro, 4.270.500 e 4.692.500 euro.

Il decremento dell’utile erariale nel 2019 rispetto al 2018, anche a fronte della richiamata ulteriore diminuzione delle spese, è invece da attribuirsi al minore incasso lordo derivante dal calo della vendita deibiglietti: 33.586.345 euro a fronte di 34.777.300 euro.

In conclusione la relazione redatta dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli – si legge nella relazione- ricorda che ai fini del mantenimento dei livelli della raccolta nel settore, ed in particolare per la Lotteria Italia, la riaffermazione delle lotterie “tradizionali” non può prescindere dal correlato interesse che le emittenti televisive potranno riservare nei confronti di tale gioco qualora propongano abbinamenti a spettacoli televisivi di più rilevante interesse ed in fasce orarie di maggiore audience”.