Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite decreto – il ricorso di una serie società del settore giochi contro Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ministero della Salute non costituiti in giudizio; in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) n. 02243/2021, resa tra le parti, concernente avverso e per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, anche mediante richiesta di tutela cautelare monocratica ex art. 56 C.P.A.: a) del D.P.C.M. del 14 gennaio 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 11 del 15 gennaio 2021, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Salute limitatamente all’articolo 1, comma 10, lett. l) e all’articolo 14 laddove è stata disposta la sospensione dell’attività di “ … sale scommesse …” fino al 5 marzo 2021; b) del D.P.C.M. del 2 marzo 2021, pubblicato sul supplemento ordinario n. 17 alla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2021, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Salute, limitatamente all’articolo 20, comma 1, del seguente tenore “Sono sospese le attività … sale scommesse …” fino al 6 aprile 202; c) di ogni altro atto presupposto ancorché non conosciuto, ivi compreso: 1) il verbale n. 144 della seduta del 12 gennaio 2021 del Comitato tecnico-scientifico di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile del 3 febbraio 2020, n. 630 e successive modificazioni ed integrazioni; 2) i verbali nn. 157, 158, 159, 160 e 161 rispettivamente delle sedute del 23 febbraio 2021, 24 febbraio 2021, 26 febbraio 2021 e 27 febbraio 2021 del Comitato tecnico-scientifico di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile del 3 febbraio 2020, n. 630 al momento ignoti.

Si legge: “Considerato che il provvedimento impugnato ha visto prorogata la sua efficacia in parte qua dall’art.1, co.1, d.l.1 aprile 2021, n. 44 e che tale circostanza impone un necessario approfondimento, proprio della sede collegiale, del rango della fonte da cui derivano i divieti per cui è causa e, conseguentemente, del modello di tutela avverso essi esplicabile;

Considerato che, nel bilanciamento di interessi, le esigenze economiche degli appellanti, pur primarie e meritevoli di protezione, devono necessariamente cedere – in assenza di evidenze scientifiche univoche utilizzabili in questa fase cautelare d’urgenza – di fronte alle esigenze di garanzia della salute pubblica;

Considerato che, ad un primo sommario esame compatibile con le caratteristiche di questa fase processuale, il provvedimento di divieto appare ispirato al principio di precauzione e non presenta caratteristiche di evidente irragionevolezza né sembra capace di potere determinare – nel tempo necessario per la valutazione collegiale dell’appello cautelare – pregiudizi irreversibili che non siano eliminabili attraverso l’eventuale risarcimento del danno.

P.Q.M.

Respinge l’istanza cautelare

Fissa, per la discussione, la camera di consiglio del 20 maggio 2021”.