Il Tar Sicilia ha accolto – tramite ordinanza – due ricorsi presentati contro il Comune di Palermo in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza sindacale n. 275/OS del 12.12.2019 avente ad oggetto “Determinazione delle distanze minime dai luoghi definiti “sensibili” per l’utilizzo degli apparecchi da gioco e l’ubicazione di sale gioco e sale scommesse e disciplina degli orari relativi a tali attività”.

Advertisement

Si legge in uno dei due ricorsi: “Premesso che, con ricorso depositato in data 14.2.2020 e contestuale istanza cautelare di sospensione, le parti ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza Sindacale n. 275/OS del 12.12.2019 avente ad oggetto “Determinazione delle distanze minime dai luoghi definiti “sensibili” per l’utilizzo degli apparecchi da gioco e l’ubicazione di sale gioco e sale scommesse e disciplina degli orari relativi a tali attività” e la determinazione del Dirigente dell’Area dello Sviluppo Economico Servizio SUAP, con la quale si propone al Sindaco l’adozione della suddetta ordinanza;

Premesso che il Comune di Palermo si è costituito in giudizio con atto depositato il 21.2.2020, producendo documentazione;

Rilevato, anche ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a. e in vista della prosecuzione del giudizio di merito, che:

– la (…) – semplice “gestore” di macchine da gioco per conto di concessionari statali – non è destinataria dei provvedimenti impugnati con i quali il Comune resistente ha determinato, con prescrizioni a carico degli esercenti le sale da gioco, le distanze minime dai luoghi definiti “sensibili” per l’utilizzo degli apparecchi da gioco e l’ubicazione di sale gioco e sale scommesse e disciplina degli orari relativi a tali attività;

– la predetta società non è, altrimenti, titolare di una posizione giuridica soggettiva individuale, dal carattere qualificato e differenziato, suscettibile di essere pregiudicata dai provvedimenti in esame e difetta, quindi, della legittimazione a ricorrere;

– la ditta individuale (…), titolare della sala da gioco “(…)” sita nel territorio del Comune di Palermo, dal canto suo, non pare avere un interesse attuale e concreto a contestare l’ordinanza nella parte in cui vengono fissate le distanze minime dai luoghi definiti “sensibili” ai fini dell’apertura delle sale da gioco, dal momento che il divieto ivi stabilito – a valere dalla data di pubblicazione dell’Ordinanza – non può che riguardare gli esercizi di nuova apertura e non quelli già esistenti (nel secondo ricorso si legge che riguardo alle fissazione delle distanze minime dai luoghi definiti “sensibili” per l’utilizzo degli apparecchi da gioco e l’ubicazione di sale gioco e sale scommesse, poiché il provvedimento impugnato è destinato a incidere sulle eventuali nuove aperture, allo stato, in assenza di concreti provvedimenti attuativi di diniego o sanzionatori, il paventato danno non è attuale ma solo ipotetico e ciò è sufficiente a determinare in parte qua la reiezione della domanda incidentale di misura cautelare, ndr);

Ritenuto, con riferimento alla determinazione degli orari di apertura delle sale da gioco al pubblico, che:

appare assistita da sufficiente fumus boni iuris la censura di eccesso di potere per difetto di istruttoria sotto il profilo della necessità che l’esercizio concreto del potere del Sindaco di limitazione degli orari dell’attività di gioco, soprattutto se disposta per un elevato numero di ore, sia supportata da un’adeguata istruttoria di rilevamento attuale di dati scientifici o statistiche inerenti l’incidenza della diffusione della ludopatia o del gioco d’azzardo patologico nel Comune di Palermo, tali da fare presumere un pericolo per la collettività e, in particolare, per le fasce sensibili, a fronte di una misura fortemente incisiva sull’attività lavorativa e d’impresa;

– quanto al periculum in mora, la limitazione delle ore di fruizione potrebbe determinare nell’immediatezza una contrazione del reddito d’impresa che, associata con la crisi economica e sociale da Covid 19, potrebbe incidere sensibilmente sui livelli occupazionali e sarebbe difficilmente ristorabile per equivalente;

Ritenuto, pertanto, che:

al danno prospettato dalla ditta individuale (…) può ovviarsi ordinando al Comune di Palermo di riesaminare il provvedimento impugnato, tenendo conto anche dei rilievi contenuti nella presente ordinanza, entro sessanta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura della parte interessata, se anteriore, della stessa ordinanza;

nelle more del disposto riesame, va sospesa l’efficacia del provvedimento impugnato nei limiti di interesse della ditta istante, atteso che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, pur con la innegabile priorità assiologica da riconoscersi astrattamente alla tutela della salute, appare in concreto più urgente garantire la ripresa dell’attività, peraltro, allo stato, con le modalità stabilite, a seguito dell’emergenza da Covid-19, dalla recentissima ordinanza del Presidente della Regione n. 25/2020;

– va fissata la data della discussione del ricorso nel merito;

– le spese della presente fase di giudizio possono essere compensate tra le parti, in ragione dell’accoglimento ai fini del riesame.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza):

a) accoglie l’istanza cautelare proposta con il ricorso indicato in epigrafe nei sensi e nei termini di cui in motivazione;

b) fissa, per la trattazione del ricorso nel merito, la prima udienza pubblica del mese di gennaio 2021, come da emanando calendario;

c) compensa le spese della presente fase cautelare”.