È terminata questa mattina, presso l’aula bunker di “Borgo San Nicola”, l’udienza preliminare relativa alla maxi inchiesta “Final Blow”, che ha portato a numerosi arresti di elementi dei clan leccesi Pepe e Briganti, ma che ha riguardato anche aree del Nord Salento e di Nardò e Galatone.

Anche oggi, la maggior parte dei rimanenti imputati ha chiesto il rito abbreviato. Si tratta di 14 soggetti. Vanno ad aggiungersi agli altri 48 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nella scorsa udienza ed anche per loro il processo avrà inizio il 5 febbraio. In 4 sono invece stati rinviati a giudizio. Il loro processo avrà inizio l’1 marzo del 2021, davanti ai giudici della seconda sezione collegiale. E’ quanto si legge su leccenews24.it.

Il giudice ha inoltre emesso sentenza di non luogo a procedere per uno degli imputati sulla base del principio giuridico del “ne bis in idem”, poiché non può essere giudicato una seconda volta per gli stessi fatti.

Gli imputati rispondono a vario titolo di: associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di droga e esercizio aggravato e partecipazione al gioco d’azzardo.

In particolare le indagini hanno consentito di acquisire chiari elementi relativi all’interesse del clan nella gestione delle cosiddette “bische clandestine”, acquisendo il 40% degli introiti, nonché il tentativo, da parte del reggente, di condizionare, in suo favore, addirittura i risultati di giochi gestiti dal monopolio di stato cercando attraverso pressioni di ottenere agevolazioni nelle vincite per gli appartenenti al clan ed i loro familiari.