Il titolo di testa riecheggia fra gli addetti ai lavori da oltre un decennio, ma in Italia è sempre stato immaginato solo come una tendenza, mentre il lock-down a marzo prima, e l’attuale situazione di “soft lockdown” oggi, ne ha svelato più che mai la sua attualità e concretezza

Indubbiamente la pandemia ha destabilizzato il mondo dello sport e delle scommesse. Per la prima volta nella storia è venuto a mancare l’oggetto della scommessa e lo scommettitore è stato costretto al “lock-down” per un lungo periodo. Le disposizioni governative sul distanziamento sociale e la nuova chiusura disposta dal DPCM del 24 ottobre 2020 prolungano ulteriormente la crisi delle agenzie di scommesse terrestri, costringendo i bookmaker ad accelerare la riqualificazione dell’offerta, spostando l’ago della bilancia verso l’online, come mai è avvenuto prima.

Advertisement

Il valore aggiunto delle scommesse online non può tuttavia essere analizzato in maniera disgiunta dallo sport, e provare a immaginare gli scenari per il futuro di quest’ultimo e delle scommesse sportive è piuttosto complicato, e non esente da pericolose sottovalutazioni.

Il mondo dello sport, con tutto il suo enorme indotto, è uscito devastato da questa pandemia, e sono stati posti seri dubbi sulla tenuta di intere federazioni, così come la perdita del posto di lavoro per tanti addetti nel settore delle scommesse sembra aver fatto perdere ogni certezza.

Proprio per avere un quadro della situazione attuale, delle prospettive future e per conoscere i trend del mercato, MEPLAW, law firm internazionale e laboratorio di analisi giuridica e finanziaria, specializzata nel diritto digitale, nell’intento di offrire un punto di osservazione dei fenomeni di tendenza del web, e del betting online nello specifico, ha inteso rivolgere alcune domande a tre esperti: Marco Tiso, Online Managing Director e Responsabile dello sviluppo del Business Online Gaming di SISAL, a Massimiliano Rizzo, amministratore delegato del brand Espresso Games, eccellenza italiana nella fornitura di tecnologia per il gioco online e ad Alessandro Marcelli, direttore generale di Newgioco, operatore quotato al NASDAQ e titolare di concessione italiana per i giochi a distanza.

Come si potrà notare in seguito, le risposte dei tre esperti sono sostanzialmente convergenti e dimostrano altresì come i giochi virtuali siano riusciti a contenere il devastante impatto economico subìto dallo stop delle scommesse sportive.

Dott. Tiso, che impatto ha avuto e continua ad avere la pandemia da covid-19 sul gioco online?

Durante il lockdown si è registrata una crescita della raccolta del gioco online, che ha generato una raccolta maggiore rispetto al primo semestre del 2019.

Lo stop degli eventi sportivi ha sicuramente inciso anche sul canale online con un calo della raccolta del betting rispetto al primo semestre del 2019, ma questo è stato più che compensato dall’aumento della raccolta sugli altri giochi come il Poker e i Casinò Games.

Dal punto di vista del mercato, come emerso dall’ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia del 17 luglio 2020, durante il lockdown sono state diversi i tentativi di infiltrazioni mafiose nel settore del gioco online. Occorre quindi sensibilizzare i consumatori ad affacciarsi al gioco legale, come l’offerta di Sisal.it per essere tutelati.

La pandemia ha modificato le caratteristiche tipiche del giocatore online? 

Marcelli: Certamente sì. Il giocatore affezionato a scommettere sul calcio ha continuato a giocare su altri sport. Il numero dei conti di gioco aperti durante la pandemia è sicuramente aumentato ma ciò non ha influito sul gioco reale. È sicuramente incrementato il volume di gioco effettuato tramite mobile, alcune persone che giocavano in agenzia hanno quindi utilizzato questa nuova modalità di scommessa.

Rizzo: Penso di no, se non nel maggior utilizzo degli smartphone a dispetto dei computer, il cui dato consolida ulteriormente un trend iniziato nel passato, oltre alla ripresa del gioco del poker a torneo e cash che, per sua natura, esige dedizione e tempo. Senza dischiudere elementi confidenziali, quello che abbiamo invece notato per notizia pervenuta dai nostri clienti concessionari, è stato un naturale aumento delle registrazioni dei consumatori nei siti online come logica conseguenza della chiusura degli esercizi fisici.

Tiso: Sicuramente la pandemia ha portato ad avvicinarsi al canale online un tipo di giocatore meno abituato al digitale e meno “evoluto”. Abbiamo tutti vissuto per esperienza personale una forte digitalizzazione del paese dagli acquisti online agli strumenti di lavoro digitali, è un percorso che sta cambiando le nostre vite anche con la fine della pandemia e quindi renderà sempre più il gioco online più “mass market” e annullerà tenderà a ridurre le differenze tra giocatore online e giocatore retail.

La rigida normativa sul divieto di pubblicità (ad esempio il c.d. Decreto Dignità) è un ostacolo al mercato online? 

Marcelli: Il divieto di pubblicità non ha limitato il volume di gioco, ha semplicemente fatto incrementare il numero di utenti che si sono rivolti ai bookmakers illegali, pertanto non è stato ottenuto lo scopo desiderato dalla normativa, anzi, si è ottenuto un indubbio nocumento per le casse dello Stato oltre che dei concessionari autorizzati dallo Stato stesso.

Rizzo: I divieti di pubblicità rappresentano ovviamente un ostacolo al commercio, indipendentemente dal settore. Il decreto dignità ha prodotto i sui effetti negativi dall’istante in cui è diventato esecutivo poiché ha facilitato, e continua a farlo, la vita degli operatori illegali a discapito dei concessionari dello Stato.

Le limitazioni all’incentivazione al gioco sono giuste, comprensibili e hanno sempre riscontrato il favore dei concessionari, mentre il divieto di pubblicità va contro la logica di un sistema legalizzato sul quale lo Stato ne trae interessi di ordine pubblico prima che economici. Un divieto che avrebbe avuto un senso, come avvenuto in Spagna, esclusivamente nel periodo di emergenza.

Tiso: Più che un ostacolo per gli operatori, l’attuale impostazione presenta dei limiti per il consumatore nel ricercare l’offerta legale. Forse si poteva limitare la pubblicità, ma lasciare aperti alcuni strumenti di ricerca di gioco legale (Es. il SEM)

Quali sono le aspettative dell’industria per il futuro? 

Marcelli: Sicuramente come nel 2008 (in Italia nel 2010) ci sarà un periodo di crisi generalizzata dei consumi, a seguito di questo arresto. Già nel 2010 si è fatta molta pulizia e purtroppo chi fino ad oggi sopravviveva a mala pena difficilmente ne uscirà indenne, ci sarà un po’ di mancanza di liquidità, quindi le aziende che sopravvivevano solamente col cash flow, andranno in sofferenza. Solamente chi ha sempre avuto capacità di programmazione e stabilità potrà uscirne. D’altronde, come abbiamo potuto vedere, il sistema bancario italiano non è e non sarà assolutamente di supporto a chi è in difficoltà, quindi bisognerà fare affidamento solo sulla propria capacità di contenimento dei costi, senza tuttavia abbassare la qualità del prodotto. In ogni caso il consumatore cerca e cercherà sempre la qualità, soprattutto dopo questo periodo, non ci sarà spazio per le vie di mezzo. La gente acquisterà per un periodo solo il necessario e solo la qualità. Pagherà la qualità e l’investimento continuo sul prodotto, avendo la possibilità, grazie al cost saving, di offrire anche competitività sia nel prodotto di front-end, cioè quello indirizzato all’end-user, sia sul Core, cioè sulla rivendita B2B. Noi come Newgioco in alcuni paesi siamo sia concessionari che service provider, quindi orientati all’utenza finale, in questo caso il nostro prodotto mobile/web deve e dovrà essere ai massimi livelli, mentre in quegli stati dove rivendiamo la piattaforma in B2B, la qualità dovrà essere affiancata alla sostenibilità del prodotto, per dare modo ai nostri partner di riuscire a marginare con efficacia. Sarà fondamentale quindi offrire un prodotto qualitativamente Top ma dai costi contenuti.

Rizzo: Indipendentemente dagli effetti intra e post emergenza, l’industria del gioco legale, il cui aggettivo la differenzia dalle connotazioni negative che dovrebbero essere attribuite a chi opera il gioco illecito, vorrebbe semplicemente apparire per quello che è e non per ciò che qualcuno, media e amministratori pubblici, a volte per incoscienza altre per utilità, vorrebbe mostrare in modo distorto. Noi siamo solo fornitori tecnologici e taluni fatti non rilevano direttamente la nostra posizione, mi consenta tuttavia di esprimere un pensiero rivolto ai concessionari che operano l’attività più controllata di qualsiasi altra, se consideriamo che è l’unica ad essere verificata in tempo reale dalla società informatica di Stato. Si tratta di imprese più o meno grandi che hanno partecipato ad una licitazione pubblica finalizzata a all’acquisizione di concessioni. Imprese i cui considerevoli investimenti hanno contribuito alla creazione di tanti posti di lavoro e di altrettanto gettito fiscale diretto e per indotto. Un’industria che rappresenta l’unica parte sana al soddisfacimento di un desiderio, il gioco, intrinseco alla natura umana, che non puoi annullare ma solo veicolare nella giusta direzione.

Tiso: Per il futuro, Sisal vede il canale online e quello retail lavorare in perfetta sinergia per rispondere al meglio al cliente in ottica di omnicanalità, sfruttando la nuova tecnologia che garantisce al consumatore un’esperienza di gioco semplice e divertente. Il canale online è in grande crescita e assume un ruolo sempre più centrale in azienda, essendo un ambito in continua evoluzione.

In secondo luogo, anche il processo di internazionalizzazione, cominciato a partire dallo scorso anno dopo oltre 70 anni di storia italiana, è per noi un’occasione di crescita nel futuro, in particolare sul fronte del gioco online. Una realtà come Sisal consolidata ed entrata nella tradizione degli italiani è pronta per diventare sempre di più un brand internazionale.

Dott. Rizzo, lei è da lungo periodo un protagonista del comparto del gioco legale nel segmento BtoB. Come valuta, dal punto di vista di chi sorregge tecnologicamente il gioco online, l’impatto dei provvedimenti di emergenza dovuti alla pandemia e quali tipologie di aziende sopravvivranno allo stop forzato, come e perché?

Senza dubbio sono sopravvissute o quantomeno sono state favorite le aziende che precedentemente hanno avuto l’opportunità di accumulare liquidità e, per quelle che operano nel land based, che hanno esercitato un passo significativo verso la digitalizzazione dell’offerta di gioco. Ad esclusione delle grandi società organizzate, che da tempo hanno posto in essere le strategie necessarie, se non lo fosse già stata, non è più un’opzione la creazione di un modello digitale parallelo ad una sala da gioco fisica. In tal senso, intendo la replicazione virtuale, la più identica possibile, del luogo che il consumatore è abituato a frequentare.

Cosa intende esattamente per replicazione virtuale?

Difficilmente possiamo pensare di sostituire integralmente le peculiarità di carattere sociale intrinseche ad un luogo fisico, dove le persone hanno il piacere di scambiarsi opinioni, di bere un caffè insieme e di commentare gli accadimenti del quotidiano. Anzi, ritengo aberrante l’idea di un mondo confinato alle relazioni a distanza per via digitale, se non per un ristretto periodo di emergenza. Penso invece alla convivenza delle due realtà nella misura in cui, non potendo che prendere atto della loro esistenza, si possa dar luogo ad un ambiente virtuale del tutto similare a quello che il consumatore è abituato a frequentare fisicamente. Per questo intendo la replicazione degli oggetti, dei colori, dei giochi e di tutto ciò che formi l’identità del luogo e dell’azienda che l’ha organizzato. Fuori dalla sala da gioco, il giocatore deve entrare in un ambiente digitale che lo riconduca ai medesimi spazi fisici, sia attraverso uno smartphone che un computer. Queste sono le richieste che ci pervengono dai concessionari più attenti alle esigenze del consumatore.

Rivolgiamo i prossimi due quesiti ai rappresentanti dei concessionari a distanza. L’autolimitazione è uno strumento utilizzato dallo scommettitore online? vi sono altri strumenti per limitare il gioco online?

Tiso: Il gioco online prevede diversi strumenti a tutela del giocatore, come la definizione di limiti di spesa periodici (tipicamente settimanali o mensili) che devono essere obbligatoriamente settati impostati in fase di registrazione del conto di gioco. Inoltre, in qualsiasi momento, il giocatore può utilizzare lo strumento dell’autoesclusione temporanea o permanente dal gioco online e questa autoesclusione vale trasversalmente per tutti gli operatori di gioco online autorizzati in Italia. Come Sisal, lavoriamo da sempre attivamente sulla tutela dei consumatori e cerchiamo di prevenire e intercettare i comportamenti di gioco potenzialmente patologici con degli algoritmi sempre più evoluti anche grazie alle nuove tecnologie di Intelligenza Artificiale; per noi il gioco deve essere un intrattenimento e non diventare un problema.

Marcelli: Esiste sia una limitazione che decide l’utente in fase di registrazione, quindi ogni utente di fatto è autolimitato. Successivamente noi come concessionario attuiamo una campagna informativa continua sul nostro sito al fine di rendere il gioco un divertimento e non patologia, sono diversi infatti i richiami sul sito al gioco responsabile. 

Quali sono gli investimenti a breve e lungo termine che un concessionario a distanza deve prefissarsi?

Tiso: Sisal sta investendo molto nella conoscenza delle esigenze e delle abitudini del proprio consumatore al fine di offrire una esperienza sempre più evoluta e personalizzata e cercando di intercettare per tempo lo sviluppo di eventuali dipendenze da gioco al fine di garantire ai nostri consumatori una esperienza di sano intrattenimento, sempre più innovativo dal punto di vista tecnologico e sempre più sicuro per la salute del nostro cliente. In questo senso le tecnologie sulle quali stiamo investendo sono l’intelligenza artificiale, la user experience digitale, gli algoritmi predittivi e di raccomandazione.

Nel futuro le società di gaming che avranno successo saranno quelle in grado di garantire ai propri consumatori una esperienza di gioco coinvolgente ed innovativa, ad un costo adeguato e sostenibile nel tempo

Marcelli: La Newgioco investirà sicuramente sempre di più sul mobile e sulla creazione di un’app, anche perché è l’unico forecast in crescita e su quello bisogna puntare. Del resto, non credo per il futuro al “total mobile”, credo sempre nell’omnichannel cioè nell’utente che ha il suo punto vendita di riferimento dove effettua ricariche e prelievi sul conto di gioco e poi magari gioca sul mobile, ma con una presenza costante sul territorio. Il settore del fisico deve convivere con l’online, poichè l’uno traina l’altro.

 

Come evidenziato dai nostri interlocutori, la situazione emergenziale ci ha confermato, ove fosse necessario, che le scommesse online e il gioco a distanza hanno affermato la loro supremazia rispetto agli altri segmenti di mercato. L’online ha consentito agli italiani di poter continuare a giocare e scommettere anche nei mesi di quarantena, per soddisfare quel “desiderio” di cui parlavamo poc’anzi.

Tutti i fattori indicati dai nostri interlocutori rendono, al momento, la leadership dell’online praticamente intoccabile.

In ottica omnichannel, si è notato che in periodi eccezionali la preservazione della tradizione delle scommesse paradossalmente arriva dall’online che tuttavia continuerà a scavare un gap profondo tra le due realtà.

 

Avv. Prof. Fabio Maggesi

Founding Partner – Capo Dipartimento nuove tecnologie

 

Avv. Livia Rigillo

Senior Associate – Responsabile del Dipartimento betting