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“Le aree slot nelle sale bingo”, successo alla fiera Enada Roma per il convegno organizzato da Ascob.

Presso l’Università di Firenze a partire dal 2013 è stata attivata una Unità di ricerca dedicata alle Nuove patologie sociali, coordinata da Franca Tani e Massimo Morisi docenti dell’Ateneo fiorentino. A quest’Unità di ricerca partecipano studiosi, esperti e ricercatori afferenti a diverse istituzioni universitarie e di ricerca fra le quali il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, il Dipartimento di Scienze della Salute, il Dipartimento NEUROFARBA (Neuroscienze, Psicologia, Area del farmaco, Salute del bambino), il Dipartimento di Scienze Giuridiche, il Dipartimento di Scienze Statistiche, oltre all’Agenzia Regionale di Sanità.

Nel corso degli anni l’Unità di ricerca ha sviluppato un filone d’indagine e di progettazione d’interventi sulla fenomenologia del gioco d’azzardo, sull’allarme sociale che ne deriva e sulle politiche pubbliche che vi si sono correlate ovvero che potrebbero trattarne i presupposti regolativi e le conseguenze sociali e giurisprudenziali. In questa prospettiva, ASCOB (Associazione Concessionari delle Sale Bingo) ha affidato nel 2017 all’Unità di ricerca dell’Università di Firenze la progettazione e la messa in opera di un’indagine su La funzionalità delle sale Bingo ai fini della promozione del gioco responsabile. Una committenza coerente con una strategia dell’Associazione che da anni collabora con centri e istituti universitari di ricerca per studiare nuove modalità di mutua corresponsabilizzazione tra imprenditoria e fruizione del gioco pubblico con vincite in denaro.

L’attuazione del progetto in parola ha richiesto la formulazione e la sperimentazione di apposite modalità di rilevazione delle opinioni, degli orientamenti e delle valutazioni sia degli utenti sia dei gestori delle sale Bingo in merito alla prevenzione dei rischi ludopatologici correlabili alle attività di gioco, e alle pratiche organizzative e gestionali che possono qualificare le sale Bingo come luoghi di loisir ai fini di una regolazione pubblica equilibrata ed efficace del gioco d’azzardo. Il valore dei risultati emersi nel 2017 ha indotto ASCOB a continuare nella direzione intrapresa chiedendo all’Unità di ricerca “Nuove Patologie Sociali” di ampliare l’analisi anche alle sale Slot e VLT presenti nelle sale bingo.

La ricerca “Le aree slot nelle sale Bingo” si è posta l’obiettivo di delineare il profilo dei giocatori di Slot machine che frequentano le sale Bingo. Si è cercato di comprendere lo svolgimento dell’azione di gioco in questi contesti facendo ricorso ai metodi propri della tradizione etnografica; sono stati osservati i comportamenti e le abitudini dei giocatori, evidenziando le modalità di interazione e mettendole in relazione con le specificità ambientali delle diverse sale.

Salvatore Barbieri (Presidente Ascob): “Nelle sale bingo mettiamo la vita e il pane quotidiano delle nostre famiglie. Se lo Stato continua a vedere il settore come una cassa, allora non siamo più un’azzardopoli. Oggi non abbiamo punti di riferimento, anche la concessione praticamente non c’è più, non ci sono punti di riferimento politico, in Aams, l’unico punto di riferimento rimasto è il singolo sindaco della città che deve dire che il gioco d’azzardo non va bene da nessuna parte facendo di tutta l’erba un fascio. Le sale bingo sono caratterizzate da 3 punti chiave: necessitano di 7500 euro al mese per poter vivere, 500mila euro di fidejussione ai Monopoli e dipendenti che devono controllare tutto quello che succede nella sala. Abbiamo proposto che all’interno delle sale ci sia un coordinamento con le Asl locali e non solo, noi possiamo individuare chi è il cliente problematico”.

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