Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) Il Tar Lazio ha respinto il ricorso di una Associazione destinataria di un provvedimento del Comune di Ladispoli di immediata cessazione dell’attività di sala giochi e di somministrazione di alimenti e bevande.I giudici hanno evidenziato infatti che la normativa ” prevede che non possono esercitarsi senza “licenza sale pubbliche per bigliardi o per altri giuochi leciti” (la licenza per apertura di una sala giochi, cui fa riferimento l’art. 86 del T.U.L.P.S., è oggi sostituita dalla SCIA);

Considerato che l’associazione ricorrente, e per essa il suo titolare, è conclamato che eserciti – in violazione delle menzionate disposizioni normative – la suddetta attività senza avere mai formalizzato nei confronti del Comune la Scia di subingresso, ai sensi del citato art. 86 T.U.L.P.S. R.D. 18/6/1931 n. 773;

Considerato, altresì, che la stessa associazione ha abbinato all’esercizio della sala giochi l’attività di somministrazione alimenti e bevande, così avviando di fatto una “somministrazione in esercizio di intrattenimento e svago”, senza tuttavia munirsi dei prescritti titoli di assenso” . Da qui la decisione secondo la quale ” l’ordine di cessazione immediata dell’attività si regge su congruenti presupposti di fatto e di diritto, per cui l’impugnato provvedimento resiste ai dedotti vizi ed il relativo ricorso impugnatorio s’appalesa infondato, con conseguente rigetto del medesimo ed imputazione delle spese processuali all’associazione ricorrente”.

Commenta su Facebook