“Siamo alcuni esercenti della città dell’Aquila e volevamo fare delle considerazioni su quanto asserito dai rappresentanti parlamentari cinque stelle Silvestri, Baroni, Endrizzi e Mantero, sull’articolo, pubblicato il 14.05.2020, per la tassazione delle scommesse ed in particolare su quanto detto sulla città dell’Aquila descritta come “territorio devastato dall’azzardo”.

Vogliamo precisare che la città dell’Aquila dal 2009 ad oggi, ovvero nell’arco di oltre di un decennio, ha registrato per il SERT 61 casi di persone affette da ludopatia, con un trend sicuramente al di sotto di quello nazionale che registra annualmente una media di 400.000 persone, numeri di gran lunga inferiori a quelli per le altre dipendenze da alcol, droghe e fumo, pari a 10.000.000 (dieci milioni) cadauna. Tanto ciò è vero che la ludopatia è all’ultimo posto tra le dipendenze ma, stranamente, al primo posto per il risalto che le viene dedicato a livello mediatico dove si trascura o ci si occupa solo marginalmente, ad esempio, delle stragi del sabato sera, causate da abuso di alcol e droghe, che mietono migliaia di vittime e causano numerose invalidità, soprattutto tra i giovani, con enormi tragedie familiari e che costituiscono un notevole costo per tutta la comunità e per lo Stato. Ci si occupa piuttosto di normare le distanze e gli orari delle sale giochi e scommesse dai luoghi cd sensibili per ridurre la dipendenza da gioco (norme che vengono tranquillamente eluse dal gioco e dalle scommesse online) e non si fa nulla per arginare queste situazioni ben più gravi”. E’ quanto dichiarato dagli esercenti in una nota inviata alla nostra redazione.

“Volevamo notiziare inoltre i suddetti parlamentari che, dopo il terremoto della città dell’Aquila molti aquilani sono stati costretti ad abbandonare la città e molti ancora non riescono a tornare; di contro, essendo diventata, con la ricostruzione, L’Aquila un enorme cantiere edile, da tutta Italia e anche dall’estero sono giunti ivi molti addetti ai lavori che, nel tempo libero, hanno contribuito all’aumento del gioco. Non si può parlare di territorio aquilano devastato dal gioco d’azzardo, che gioco d’azzardo non è, neanche con l’aumento del gioco dovuto alla presenza di questi addetti ai lavori, come evidenziato dai suindicati dati del Sert sulla ludopatia.

Ma di più. La Regione, per la lotta alla ludopatia riceve un contributo di circa due milioni di euro (euro 2.000.000,00) annui che vengono distribuiti ai vari SERT del territorio abruzzese. Se a L’Aquila in dieci anni ci sono stati solo 61 casi di ludopatia va da sè che tali soldi vengano spesi per le altre dipendenze. In generale, dai provvedimenti che vengono adottati per la lotta alla ludopatia si evince una volontà di accanimento contro la rete fisica rappresentata dai concessionari, noleggiatori, esercenti e gestori del gioco e delle scommesse che non sono, ripetesi, gioco d’azzardo ma sono legali e normati puntualmente dalla Stato. E’ eclatante, in tal senso, l’obbligo della tessera sanitaria e in ultimo la stangata operata dalla tassa del 20% applicata dal Governo attuale sulle vincite superiori ad euro 200,00 che ha provocato una sensazione di notevole disgusto nei giocatori.

E se, come diceva Andreotti “a pensar male degli altri è peccato ma spesso si indovina”, questo accanimento induce ad una parte della filiera del gioco a sospettare che tale normativa statale sia volta a favorire il trend già crescente, a danno della rete fisica vincolata da norma stringenti, del gioco e delle scommesse online, sui quali non possono intervenire, apponendo dei limiti, né le Regioni e né i Comuni (distanze da luoghi sensibili, orai di apertura, controlli sulla maggiore età ecc.)

Alla luce di ciò coerenza vorrebbe che lo Stato applicasse le stesse misure adottate per il gioco e le scommesse assicurate dalla rete fisica (sale scommesse e sale giochi che ancora oggi vengono lasciate chiuse a discapito delle imprese e dei dipendenti) anche al gioco e alle scommesse online, invisibili ma permanentemente “aperte” H24. Se il gioco e le scommesse della rete fisica sono un demone per lo Stato non si capisce perché il gioco e le scommesse online non lo siano altrettanto” conclude la nota.