Bologna, Modena Parma, ma non solo. In molti corner dell’Emilia Romagna si continua a raccogliere scommesse in violazione della legge regionale che dal 1 gennaio scorso vieta questo tipo di attività agli esercizi che non rispettano la distanza minima di 500 mt dai luoghi sensibili.

La denuncia parte dagli stessi operatori del gioco legale, titolari di sale scommesse e sale giochi della Regione, che stanno ‘monitorando’ con attenzione gli effetti dell’entrata in vigore della normativa regionale a cui si deve la chiusura (in molti casi) e la delocalizzazione (solo in alcuni) di sale scommesse e punti dove l’attività principale è appunto l’offerta di servizi per la raccolta di gioco legale.

Sono loro che in questi giorni stanno raccogliendo una serie di segnalazioni, sulla base di una intensa attività di passaparola, oltre che prove ‘materiali’, circa l’attività dei corner.

Secondo quanto segnalato a questa redazione, forse a seguito del rallentamento dell’attività di controllo da parte delle varie polizie locali (che qualcuno imputa all’avvio di una serie di contenziosi legali), molti punti di gioco avrebbero ripreso la loro attività.

Ma i titolari di centinai di sale scommesse, per lo più, oltre ad altri esercenti, non ci stanno. In questi giorni alcuni di loro stanno valutando la possibilità di denunciare i fatti alla Regione, nonostante nei mesi scorsi l’amministrazione Bonaccini non abbia ritenuto di prendere sul serio le ragioni degli operatori e soprattutto il paventato rischio del diffondersi di una accentuata situazione di illegalità.

Il 31 dicembre scorso sono infatti scaduti i termini previsti per la delocalizzazione dei punti di gioco che, alla entrata in vigore della norma, non si trovavano a  500 metri da un luogo sensibile. Il 6 febbraio 2019 la Giunta Regionale ha pubblicato una delibera sulle modalità applicative del divieto di esercizio dei punti di raccolta delle scommesse (cd. Corner), precisando che l’attività di raccolta scommesse non poteva “protrarsi oltre la scadenza dei contratti di concessione in essere e comunque, comprese le eventuali proroghe, non oltre il 31 dicembre 2019”.

Il 1 gennaio scorso la Federazione Italiana Tabaccai, un rappresentanza di una parte degli esercizi commerciali autorizzati alla raccolta di scommesse come attività secondaria, denunciò gli effetti della norma parlando di ‘estirpazione totale dei corner dall’Emilia Romagna’ sottolineando di aver tentato in tutti i modi di “evitare tale disastroso scenario, ma purtroppo la Regione ha opposto una ferrea ostinazione: la tanto attesa proroga, sollecitata a più riprese da tutti gli operatori del settore al Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, non è purtroppo arrivata”. In quella stessa sede invitarono a sospendere la raccolta di scommesse.

Ma la realtà dei fatti, evidentemente, ha avuto ragione sulle buone intenzioni. E il risultato è quello di una sorta di guerra che si consuma tra operatori dello stesso settore, ovvero titolari di concessioni e autorizzazioni di raccolta di gioco legale. Era forse quello che voleva la Giunta del riconfermato presidente Stefano Bonaccini?