jarre
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(Jamma) – “Leggo un contributo di AsTro di ieri sull’imminente disattivazione della rete new slot piemontese negli esercizi generalisti con l’applicazione dell’articolo 5 della Legge regionale 9 del 2016″ scrive in una nota Paolo Jarre (Presidente Società Italiana Tossicodipendenze Piemonte e Valle d’Aosta).

“Nell’articolo da un lato si sottolinea la specifica “preziosità” per il Mef dei fondi derivanti dal Preu sugli apparecchi anche per la loro caratteristica di confluire nel fondo indistinto, dall’altro si dice che nei 300 milioni in meno di entrate dalle slot piemontesi saranno ricompresi (ben vi sta sembrerebbe leggersi…) anche i 50 milioni (briciole, il Preu di 2 giorni scarsi) del fondo di contrasto all’azzardo patologico” continua Jarre.

“E perché mai? Se le entrate sono indistinte i tagli potrebbero riguardare ad esempio le spese militari; o essere compensati da un aumento dell’imposizione fiscale sulla filiera del gioco, ad esempio. Dire che ridurre l’offerta di gioco con le slot comporterebbe l’impossibilità di curare i giocatori patologici (nel 2017 il disturbo da gioco d’azzardo è nei LEA) rappresenta una mera provocazione infantile” conclude Jarre.

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