Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato da Hippogroup Roma Capannelle S.r.l. contro Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della nota di Adm avente ad “oggetto: accettazione del gioco presso gli ippodromi”.

Si legge: “Considerato che alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante della ricorrente HIPPOGROUP ROMA CAPANNELLE S.r.l., la stessa, in qualità di società che gestisce gli ippodromi di Roma galoppo e trotto, si trova ad essere al momento incisa dall’adozione della nota prot. R.U. n. 149586 del 17 maggio 2021 con cui il dirigente responsabile della Direzione Giochi Ufficio Scommesse dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli ha di fatto inibito la raccolta delle scommesse in rete fisica all’interno degli ippodromi; si possono ritenere insussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante la prospettazione del periculum in mora priva di circostanze concrete tali da imporre una sospensione immediata degli effetti dell’atto impugnato, trattandosi di una attività (la raccolta delle scommesse) non ancora consentita dai presupposti provvedimenti ed atti aventi valore di legge in maniera libera ed incondizionata in ragione di una ponderata valutazione dell’attuale situazione emergenziale legata alla permanenza della diffusione dell’infezione da COVID-19, condotta, tra l’altro, alla luce dell’art. 5 del D.L. 22 aprile 2021, n. 52 (soprattutto per ciò che riguarda il disposto del primo comma dell’articolo citato, ove è detto: “La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi per ogni singola sala”); ed in ogni caso per l’ulteriore considerazione che non si appalesa una conflittualità dispositiva ed applicativa evidente tra la nota sopra descritta e le invocate linee guida, emesse in data 10 maggio 2021 dal Dipartimento delle Politiche Competitive, della Qualità Agroalimentare, della Pesca e dell’Ippica – Direzione Generale per la Promozione della Qualità Agroalimentare e dell’Ippica, laddove è stato previsto che “La società gestore dell’ippodromo garantirà, in sicurezza, la presenza di punti di accettazione delle scommesse prevalentemente all’aperto, in apposite strutture quali gazebo o similari. Se all’interno di locali in aree e zone sufficientemente aerate e dotate di adeguate aperture verso l’esterno. L’Ippodromo comunque adotterà le seguenti misure: ……”, nel mentre nella nota gravata il divieto in contestazione fa espresso riferimento alla sola “rete fisica all’interno degli ippodromi”;

considerato, altresì, che tali circostanze in fatto inducono a denegare la predetta misura cautelare prima della data della camera di consiglio utile del 9 giugno 2021, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa;

P.Q.M.

Respinge la domanda di misura cautelare monocratica.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 9 giugno 2021”.