Tra gli emendamenti alla legge di Bilancio 2019, i senatori Rossi e Papatheu hanno presentato un emendamento per la soluzione della questione dei minimi garantiti per le scommesse ippiche.

Le convenzioni di concessione relative alle scommesse ippiche avevano previsto l’obbligo di versare un “minimo garantito annuo”, indipendentemente dalla raccolta effettiva conseguita. Per effetto delle mutate condizioni di mercato e delle conseguenti difficoltà economiche, che non hanno consentito di raggiungere i livelli di raccolta previsti, molti concessionari ippici non hanno versato il “minimo garantito”; taluni di essi, peraltro, non hanno versato nemmeno le “quote di prelievo” dovute in ragione della effettiva raccolta conseguita.

 

AS981
Art. 1
PAPATHEU, ROSSI
Dopo il comma 620, aggiungere il seguente:
“620-bis. Al fine di consentire l’estinzione dell’ingente contenzioso pendente in materia, di evitare l’insorgenza di ulteriore contenzioso e conseguentemente, limitare l’esposizione finanziaria derivante da condanne al risarcimento del danno:
1) ai sensi dell’articolo 10, comma 5. del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16. convertito con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012. n. 44. così come risultante per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 275 del 20 novembre 2013. nel rispetto dei principi di efficienza ed economicità, si procede alla ridefinizione delle condizioni economiche previste dalle convenzioni eccessive alle concessioni per il servizio di raccolta delle scommesse ippiche mediante abolizione delle integrazioni delle quote di prelievo di cui all’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998. n. 169 relative agli anni dal 2006 al 2012:
2) il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, definiscono in via transattiva ogni questione di natura risarcitoria con le agenzie ippiche, o loro aventi causa, già titolari di concessioni per attività di raccolta per conto dello Stato di gioco a totalizzatore e quota fissa ed altre scommesse di ippica nazionale ed internazionale, attenendosi ai seguenti criteri: ai concessionari o aventi causa è riconosciuto un importo a titolo di indennizzo risarcitorio per il danno patrimoniale subito pari alla percentuale dell’1,90 per cento sul volume di incasso di ciascuna agenzia, con esclusione di interessi e rivalutazione monetaria, a decorrere dall’anno 2000 e per tutta la durata di esercizio della concessione; l’importo riconosciuto può essere compensato in caso di debenza di quote di prelievo risultanti dall’applicazione del punto I del presente comma e qualora il saldo della compensazione esprima un debito a carico dei concessionari o aventi causa, questo «verrà messo a ruolo in cartella esattoriale con possibilità di rateizzazione fino a 72 mesi» oppure «potrà essere rateizzato in un numero massimo di 72 rate mensili».
3) al fine di dare immediata applicazione a quanto stabilito dal presente comma, il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Agenzia delle dogane e dei Monopoli si coordineranno con l’Associazione di categoria dei concessionari o aventi causa maggiormente rappresentativa AGISCO.
620-ter. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al precedente commaI5-bis, nei limiti di 150 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo l comma 200 della legge 23 dicembre 2014, n.190, come incrementato dal comma 653.”

SINTESI
Emendamento scommesse ippica. Le Convenzioni di concessione relative alle scommesse ippiche avevano previsto l’obbligo di versare un “minimo garantito annuo”, indipendentemente dalla raccolta effettiva conseguita. Per effetto delle mutate condizioni di mercato e delle conseguenti difficoltà economiche, che non hanno consentito di raggiungere i livelli di raccolta previsti, molti concessionari ippici non hanno versato il “minimo garantito”; taluni di essi, peraltro, non hanno versato nemmeno le “quote di prelievo” dovute in ragione della effettiva raccolta conseguita.
L’emendamento è in linea con le indicazioni della Corte Costituzionale e della giustizia amministrativa provvede alla ridefinizione delle condizioni economiche previste dalle convenzioni accessive alle concessioni per il servizio di raccolta delle scommesse ippiche.
Si eliminano i “minimi garantiti”, cioè le integrazioni delle quote di prelievo quindi viene eliminato l’obbligo di corrispondere somme allo Stato a fronte di introiti mai realizzati, in conseguenza dell’evoluzione in senso concorrenziale del mercato delle scommesse ippiche.

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