Il Tar Puglia ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno, Questura di Foggia e Prefettura di Foggia, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia “della informazione interdittiva antimafia adottata nei confronti dell’odierna ricorrente dalla Prefettura U.T.G. di Foggia con provvedimento n. -OMISSIS-, notificato in data -OMISSIS- (doc. 1); del decreto del Questore della Provincia di Foggia del -OMISSIS- di revoca dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività di raccolta scommesse rilasciata il -OMISSIS-, notificato in data -OMISSIS- (doc. 2); del provvedimento emesso dal dirigente del settore servizi affari generali del Comune di Cerignola del -OMISSIS-, di revoca dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività di sala giochi, notificato alla-OMISSIS- in data -OMISSIS- (doc. 3)”.

Per il Tar: “Escluso che, nel quadro della sommaria delibazione propria della presente sede cautelare, le doglianze articolate con il mezzo di tutela all’esame evidenzino profili di fondatezza, sì da consentire un positivo apprezzamento del fumus boni juris inerente alla formulata istanza cautelare, con riferimento, in particolare, alle modalità e alla tempistica del mutamento della compagine societaria;

Ritenuta, inoltre, la non emersione di un pregiudizio connotato dal carattere dell’attualità, in considerazione dei divieti derivanti dalla disciplina emergenziale allo stato in vigore;

Ritenuto, infine, di compensare le spese della presente fase cautelare;

P.Q.M.

il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, Sezione II, respinge l’istanza cautelare.

Spese compensate”.