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I giovani non fanno impresa, o almeno ne fanno sempre meno. Ma pr quelli che decidono di avviare una attività il settore dei giochi e delle scommesse sembra essere ancora tra i preferiti. E’ quanto emerge da una inchiesta del Sole 24Ore su dati Infocamere. La ricerca evidenzia che scommesse, servizi postali, ristoranti e bar, telecomunicazioni, pulizie e giardinaggio, parrucchieri e centri benessere sono tra le attività più gettonate dalle imprese degli under 35 iscritte nelle Camere di Commercio italiane. Quasi tutte sono micro imprese (meno di 9 addetti), spesso con un own-account workers, quindi senza impiegati. In generale però quella delle baby-imprese sembra essere una vera e propria frenata, anzi un crollo del 19% negli ultimi sette anni. Si contavano 697.429 imprese nel 2011, nel 2018 sono passate a poco più di 563mila nel 2018.

Il dato singolare però è quello relativo alle attività di giochi e scommesse, dove nonostante le restrizioni a livello locale e l’incremento della tassazione non sembra si registri una inversione di tendenza. Chi sono quindi questi giovani che avviano una attività, spesso in forma di micro-impresa?

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