La polizia ha eseguito il provvedimento della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo con cui è stata disposta per un anno, su proposta del questore di Palermo Renato Cortese, l’amministrazione giudiziaria nei confronti di una società fondata da un imprenditore della provincia di Palermo. Le indagini condotte dalla divisione anticrimine della questura avrebbero fatto emergere che l’uomo, già arrestato nel febbraio 2018, ha reinvestito nella società in questione i proventi delle attività illecite realizzate nel settore del gioco e delle scommesse.

La società è una startup innovativa che svolge un servizio di supporto digitale e telematico alle imprese nell’ambito dei processi di ricerca e di selezione del personale. La nuova misura è la prosecuzione dell’operazione Game Over con la quale nel febbraio 2018 la squadra mobile di Palermo aveva arrestato 22 persone tra cui l’uomo in questione accusato di avere acquisito in poco tempo il monopolio delle scommesse on line e sale gioco grazie all’accordo con Cosa Nostra garantendo alle famiglie cospicue somme di denaro.

A gennaio di quest’anno il tribunale di Palermo aveva emesso un decreto di sequestro nei confronti dell’uomo di beni per sei milioni di euro, tra i quali il 10 per cento del capitale sociale della società. Dai documenti bancari della società gli agenti di polizia hanno notato che l’apporto del denaro da parte dell’imprenditore è stato determinante per il suo avvio e che lo stesso ha versato nelle casse della società tra il 2015 e il 2016, a titolo di «sovrapprezzo sottoscrizione quota parte capitale sociale», oltre 300mila euro.

Le indagini si sono avvalse anche su alcuni articoli di stampa pubblicati tra il 2015 e il 2016 nei quali il titolare della società, parlando della innovativa start-up faceva riferimento ad un nuovo socio della società definendolo come un imprenditore che ha fatto fortuna «nel business del gaming e dei giochi online», che conosce sin da quando era ragazzo, essendo cresciuti nello stesso paese. Con lo stesso provvedimento è stato disposto il sequestro di circa 300mila euro che è la somma di denaro versata alla società in quanto da ritenersi reimpiego delle sue attività illecite reinvestire i proventi delle attività illecite realizzate nel settore del gioco e scommesse.