Imponeva le slot machine a nome del clan Cesarano. Condannato a quattro anni imprenditore di Gragnano (NA). Ad incastrare il giovane uomo d’affari una richiesta di pizzo ai danni di un commerciante di Sant’Antonio Abate.

Questi è stato condannato in primo grado in seguito ad un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dal personale della Polizia di Stato del Commissariato di Pompei che la primavera scorsa diede esecuzione ad un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Napoli contro l’imprenditore operante nel settore del noleggio di slot-machine. L’accusa è di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Si sarebbe infatti presentato nel negozio della vittima, terrorizzandola a nome del clan Cesarano.

Cosi’ il commerciante di Sant’Antonio Abate sarebbe stato costretto a rescindere un contratto di fornitura di slot-machines con l’attuale gestore per stipularne uno nuovo con la società dell’imprenditore finito nei guai. L’attività investigativa svolta da personale dello stesso Commissariato di Pompei – si legge su ilcorrierino.com – faceva emergere che l’uomo, per terrorizzare la vittima, prospettava alla persona offesa la prossima scarcerazione di un socio appartenente al clan di Ponte Persica, egemone nella zona tra Pompei e Castellammare, arrestato proprio a seguito della denuncia proveniente dall’attuale fornitore di slot machine. Dopo la pesante condanna gli avvocati hanno annunciato di volere fare ricorso in Appello.