Il Covid fa saltare il banco. Con 295 giorni di chiusura delle 5mila sale slot, delle 10mila agenzie di scommesse e di almeno 200 sale bingo quello del gioco pubblico è uno dei settori più colpiti dalle restrizioni. Questo mentre non si vede una possibilità di riapertura. La crisi economica ha pesanti ripercussioni anche sui conti pubblici: con le chiusure ormai quasi continuative dal 9 marzo 2020 al prossimo 30 aprile, l’Erario ha perso entrate per oltre 5 miliardi (un dato certificato dal bollettino statistico delle entrate diramato dal Dipartimento delle Finanze), pari al 44,2% in meno rispetto agli 11,3 miliardi incassati dai Monopoli nel 2019. E’ quanto si legge in un articolo pubblicato oggi da Il Sole 24 Ore.

Grafico da Il Sole 24 Ore

A conti fatti le sale e i punti gioco sono stati più di 2 giorni su 3 con le serrande abbassate negli ultimi 13 mesi – scrive il quotidiano -. Il Comitato tecnico scientifico si è schierato contro la riapertura di sale da gioco, agenzie di scommesse e Bingo. La classificazione del rischio per queste attività, infatti, risulta di livello medio-alto per il Cts, che aveva concesso una boccata d’aria ai gestori solo in estate. Il Dpcm dell’11 giugno 2020 aveva dato l’ok alla riapertura per un totale di circa quattro mesi (a seconda della regione di riferimento) fino a ottobre. Poi, è arrivata la nuova serrata. E i ristori concessi dal Governo non sono bastati. Gli aiuti sono ritenuti al di sotto della possibilità di compensare minimamente le perdite di fatturato, con percentuali ulteriormente abbassate dal prolungamento delle chiusure. A questo punto, spiegano gli operatori, il rapporto tra perdita dei ricavi e risorse arrivate dallo Stato è sceso «ampiamente sotto il 5%», ed è in ulteriore calo nonostante l’approvazione del decreto Sostegni ora all’esame del Senato. Come ha spiegato Massimiliano Pucci, presidente dell’associazione As.tro, «l’ultimo decreto del Governo copre solo il 2-3% delle perdite subite lo scorso anno».