“Quando associamo al concetto gioco la parola adulto le cose cambiano, immediatamente i giochi diventano più strutturati, entra in gioco il tema del denaro. Non è più un gioco fine a se stesso ma per raggiungere un obiettivo. Il giocatore adulto è una persona che sa divertirsi, giocare in se è comunque un elemento positivo. Se però si considerano le vincite in denaro l’immagine positiva del giocatore diventa un mix crescente di negatività”.

Lo ha detto Riccardo Grassi, direttore di ricerca SWG, intervenendo alla tavola rotonda “Il gioco buono: un alleato contro l’illegalità”, presentando la ricerca “Da Grandi si Gioca.

“C’è un limite oltre il quale si perde il controllo. Questo è un elemento importante, il tema fondamentale non è il gioco in se con denaro, ma il fatto che le persone perdano il controllo. Sulla percezione del pericolo legato al gioco si evince che questo viene sovrapposto all’alcol come pericolosità, gravità e diffusione. Un dato che colpisce, perchè se guardiamo i numeri reali delle dipendenze reali ci sono differenze molto grandi. Nell’immaginario il gioco viene considerato molto più pericoloso del fumo e sotto alcuni aspetti addirittura più pericoloso dell’alcol. I dati degli intervistati ci dicono che sul tema del gioco c’è una risposta emotiva molto alta e grandissima difficoltà nel cogliere quelle che sono le dimensioni reali del fenomeno, sia per la diffusione che nell’impatto economico e sociale. La prima responsabilità della diffusione del gioco viene attribuita ai giocatori, poi viene lo Stato, caratterizzato da un ruolo di grandissima ambivalenza. Sul divieto assoluto di gioco gli intervistati ritengono sia poco praticabile, non inciderebbe sulla dipendenza e favorirebbe l’illegalità. E’ preferibile fare degli interventi mirati con controlli severi sul gioco illegale. Per gli intervistati in futuro si prevedono più giochi con vincita in denaro e maggiore spesa. Si pensa poi ad un futuro digitale, con più giochi e più controlli sulle vincite. Questo è un tema che continua ad essere molto emotivo, la richiesta generale è quella di poter affrontare la questione e permettere di giocare, trattati le pesone da adulte”.