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(Jamma) dai nostri inviati – Quanto incide la cattiva reputazione e come un’industria come quella del gambling può pensare di intervenire sui media? Si è parlato di questo a Londra nell’ambito del convegno organizzato dall’IMGL, International Master of Gaming Law. A fare gli onori di casa l’avvocato Quirino Mancini, dello Studio Tonucci & Partners, che ha illustrato come, su diversi mercati europei e non, i media associano fatti di cronaca e industria di settore.

“E’ evidente come il settore del gioco venga spesso trattato con particolare enfasi in negativo – ha spiegato – senza distinguere il settore dell’illegale da quello legale. Tutto quello che può essere trattato in senso negativo viene veicolato dai media alla pubblica opinione alimentando la cattiva reputazione che negli anni si è fatta il settore”. Basti guardare i recenti fatti di cronaca che hanno visto protagonista un imprenditore la cui attività non è mai stata autorizzata dal regolatore italiano o la disinformazione sulle cifre riferibili alla spesa degli italiani per il gioco e le imposte che ogni anno vanno all’erario e che i media non mancano mai di presentare come il provento di una attività ‘negativa’.

Un problema questo che per l’industria di settore sta diventando sempre più preoccupante. “La cattiva reputazione non rappresenta un problema solo in termini di rapporto con i clienti, ma anche di relazioni con gli investitori o i potenziali investitori” ha detto Marco Castaldo, Chief Operating Officer di Microgame. “Il settore del gioco è regolamentato in Italia ha molti anni ma la percezione da parte del pubblico spesso resta legata all’idea di una attività illegale o comunque negativa”.

Castaldo non ha mancato di sottolineare come la cattiva reputazione delle attività di gioco, in generale, arriva a condizionare le politiche di intervento delle autorità locali ispirando interventi normativi di restrizione al mercato. Specie nel caso delle attività di gioco terrestre che vengono spesso attaccate mentre sull’online sembra esserci meno accanimento. E in una situazione come questa cosa fa il regolatore italiano, o per meglio dire è in grado di supportare le società che operano nel rispetto delle regole. “Il regolatore italiano è spesso in difficoltà, messo in condizione di intervenire seguendo la linea del legislatore” ha detto Castaldo.

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