Pubblicità e marketing nel settore del gioco hanno riguardato alcune delle notizie più controverse del 2018. Le informazioni sulle nuove linee guida del mercato del Regno Unito riferite dall’Advertising Standards Authority e dal Committee of Advertising Practice’s, l’impatto degli imminenti divieti pubblicitari in Italia e Australia, le discussioni sul come diffondere il proprio marchio e sul come gestire in modo efficace campagne pubblicitarie di più marchi in un mercato dove si incontrano sempre più divieti. Tutti questi argomenti sono stati affrontati al convegno tenutosi presso Ice Londra dal titolo “A&M: quali sono le prospettive per la pubblicità in tutto il mondo?”.

Quattro gli argomenti chiave:

• Quali sono i nuovi standard ASA e CAP per il mercato del Regno Unito?
• Il divieto italiano innescherà un effetto a catena in tutta Europa?
• Taglio dei legami con il mondo dello sport: come questo influenzerà l’industria?
• Australia, Belgio, Bulgaria, Irlanda … cosa riserva il futuro?

Sono intervenuti:

Andrew Taylor, Regulatory Policy Executive, Advertising Standards Authority

Jeanette Knowler, Manager – Interactive Gambling Taskforce, Australian Communications and Media Authority

Stefano Zapponini, Presidente, Confindustria Sistema Gioco Italia

Guillermo Olagüe, Sub Director of Gambling Regulation, Spanish Gambling Authority

Teodora Breskovska, Head of Casino, Soft2Bet

Roland Louski, Head of Regulatory Affairs, National Lottery of Belgium

In particolare Zapponini ha sottolineato come “l’obiettivo esplicito del Governo di combattere il Gap non potrà essere raggiunto tramite un divieto totale, questa non può essere la misura giusta per affrontare il problema, potrebbe invece peggiorare le cose. Impedire una chiara distinzione tra offerta legale e offerta illegale, porterà i giocatori a rivolgersi all’offerta illegale, dove non ci sono né limiti né controlli e dove il rischio di diventare dipendenti è più alto. Abbiamo chiesto all’Autorità di comunicazione italiana di escludere dal divieto la pubblicità informativa, ma anche quella indiretta, le sponsorizzazioni verso le organizzazioni non profit e la stampa specializzata del settore. C’è grande preoccupazione sulla possibilità che altri Paesi europei possano seguire l’esempio italiano. Auspico che le conseguenze negative, sia dal punto di vista economico che sociale, di questo divieto possano aiutare gli altri stati a capire che non è questa la strada da seguire. Sarà importante anche l’impatto negativo sul settore sportivo italiano, con molte squadre che dopo aver instaurato relazioni di successo con l’industria del gioco si troveranno in difetto rispetto alle loro concorrenti straniere. Cosa accadrà se una squadra sponsorizzata estera venisse a giocare in Italia? Saranno tolti gli sponsor? Verranno vietate le riprese e le foto? Serve una riforma del settore e questo decreto va cambiato”.

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