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(Jamma) – “Una tesi che giudico illiberale, avulsa da numeri e dati concreti, incurante del valore d’impresa. Un’uscita che tende ad additare di eresia chi invece opera nelle regole”. E’ quanto ha risposto Alessio Grillini (Coordinatore Dipartimenti Forza Italia Romagna) al collega di partito Mauro Bertolino (Delegato Comunale Forza Italia Ravenna), che in una nota stampa ha chiesto di inserire anche i bar tra i luoghi sensibili.

Il comparto gioco è composto da diversi settori, ma ci si concentra solo sugli apparecchi da gioco con vincita in denaro (AWP e VLT), senza considerare, da statistiche ministeriali, che questa tipologia di offerta è classificata dal ministero della salute solo all’ottavo posto come causa di dipendenza da gioco, definita più comunemente come ludopoatia (solo 6,6%). Bertolino segue a ruota, senza alcuna retro analisi. Abbracciando le tesi della sinistra. Ricordo che il Coordinatore, nominato lecitamente, ma non eletto da un congresso, fino ad ora, piuttosto che seguire le vicende di Palazzo Merlato, ed interfacciarsi con il Capogruppo in Comune, eletto, e portare la voce di Forza Italia sul territorio, si è principalmente distinto per segnalazioni sul degrado di alcuni giardini, e per problematiche riferite a bagni pubblici (odori ed altro). Il cambio di argomentazione non lo eleva in questo caso, ma a mio parere lo squalifica. Detto questo, tengo a precisare che Forza Italia nazionale non ha mai preso posizione in materia di gioco.

Nel dettaglio, forse qualcuno vicino allo stesso Bertolino aveva preso posizione, durante la campagna per le politiche, ma allora evidentemente, era meglio dire altro. Tutto ciò che riguarda il gioco, è quanto dico da sempre, come mia personale posizione, e come esperto normativo del settore sul territorio nazionale: per combattere il problema andrebbe normato tutto il comparto, e non solo il settore ‘slot’, che come descritto prima, rappresenta una goccia nell’oceano, e, non da meno, rappresenta imprenditori e dipendenti che operano nella legalità, con licenze che lo Stato Italiano ha messo sul mercato. I quali, è bene ricordarlo, non vanno condannati con processi mediatici”.

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