Presentati questa mattina a Milano, in occasione dell’evento “Gioco & giovani. Abitudini, motivazioni e approccio”, i risultati dell’Osservatorio Nomisma, realizzato con il supporto di Unipol e in collaborazione con tre dipartimenti dell’Università di Bologna. Per l’occasione abbiamo intervistato l’amministratore delegato Nomisma, Luca Dondi.

Quale è la tendenza che emerge dalla ricerca con maggiore evidenza?

L’Osservatorio Nomisma conferma che la diffusione del gioco d’azzardo in Italia coinvolge anche i giovani e i giovanissimi: quasi uno studente su 2 ha avuto almeno una occasione di gioco nel 2018. In lieve crescita invece il gioco problematico indicizzato secondo l’indice SOGS-RA (South Oaks Gambling Screen-Revised for Adolescents): in Italia il 6% degli studenti ha sviluppato pratiche di gioco problematiche contro il 5% rilevato nel 2016. La quota di user problem gambling è più alta tra i giocatori d’azzardo abituali (con fruizione di almeno una volta la settimana). Il profilo del giocatore problematico ha un identikit chiaro: il profilo più tipico fa riferimento al genere maschile, frequentante istituti professionali, residente più tipicamente nelle regioni meridionali, con incidenze del fenomeno che si rafforzano anche in funzione di alcune tipologie familiari (genitori stranieri, entrambi disoccupati). Inoltre la probabilità di essere giocatore problematico è più elevata nel caso di stili di vita più esposti a sostanze d’abuso e con forte utilizzo di superalcolici.

Quale è la motivazione principale per cui i giovani giocano?

L’iniziazione al gioco d’azzardo si lega innanzitutto a curiosità (risposta data dal 26% dei giovani giocatori) e divertimento (23%). Talvolta la prima sperimentazione è solo frutto del caso. La percezione generale (sia tra giocatori che non giocatori) restituisce che il gioco è soprattutto perdita di denaro (33%) ma anche dipendenza o rischio (25%).

Quale è il ‘prodotto’ più accessibile?

Al primo posto nella classifica dei giochi preferiti, si conferma il Gratta & Vinci (durante l’ultimo anno è stato sperimentato dal 37% degli studenti maggiorenni e dal 33% degli studenti minorenni) seguito dalle scommesse sportive in agenzia (scelto dal 28% dei maggiorenni e dal 19% dei minorenni), e dalle scommesse sportive online (18% di giocatori tra i maggiorenni e il 13% di giocatori tra i minorenni).

Secondo le ultime indagini si è registrato un calo in termini di accesso al gioco d’azzardo tra i giovani, è confermato?

Anche per l’Osservatorio Nomisma è confermata una lieve tendenza alla contrazione della propensione al gioco d’azzardo tra i ragazzi, intesa come numero di giocatori nel 2018 – con una ulteriore buona notizia rispetto ai frequent user: nell’ultimo anno il 10% dei giovani giocatori ha giocato d’azzardo almeno una volta a settimana. Decisamente meno positivo l’accesso al gioco dei minorenni: ancora una volta l’Osservatorio Nomisma segnala che una quota importante di under 18 (46%) gioca d’azzardo. Punto su cui azioni di prevenzione, sensibilizzazione e formazione sono necessarie.

Che percezione hanno i minori di 18 anni del divieto di gioco imposto dalla normativa?

Non solo l’accesso al gioco per i minorenni è un’area di lavoro, anche la comunicazione per incrementare conoscenza e consapevolezza tra i ragazzi è fondamentale. Dal nostro osservatorio emerge ancora una volta la necessità di una maggiore informazione sui divieti di gioco. Tra gli studenti il 40% non è a conoscenza del divieto di gioco imposto sui minorenni. Inoltre la percentuale di minorenni che, scavalcando i divieti imposti dalla legge, accede ai giochi d’azzardo non è diminuita negli anni: nel 2018 ha raggiunto il 46%, solo di poco inferiore rispetto alla quota di maggiorenni (54%).

 

 

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