Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato da Microgame S.p.A. contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in cui si chiedeva l’annullamento a) della nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 26.10.2020 prot. AAMS/ADMUC/Registro Ufficiale 371115|26-10-2020][12749349|14244330, trasmessa a mezzo pec, con la quale l’Agenzia ha comunicato alla ricorrente che “la convenzione di concessione n. 15219, di cui è titolare codesta società Microgame spa, sottoscritta in data 3 novembre 2011 dalla società Bingobet s.r.l. aggiudicataria della relativa procedura di gara, successivamente trasferita nella titolarità della società People’s s.r.l. ed infine trasferita nella titolarità di codesta società, ha una durata di nove anni, così come disposto dall’art. 24, comma 13 lettera a) della legge 7 luglio 2009 e pertanto scadrà il 2 novembre 2020. In relazione a tanto, si dispone l’interruzione della raccolta di gioco, dal giorno successivo a quello della scadenza, fermi restando tutti gli adempimenti ancora dovuti da parte di codesto concessionario in relazione al rapporto concessorio venuto a scadenza”; b) quatenus opus dell’art. 4 della convenzione accessiva alla concessione ove interpretato ed applicato prescindendo dalla necessaria etero integrazione normativa con riferimento all’art. 1 comma 935 della legge n.208/2015 e all’art.1 comma 727 della legge n.160/2019. c) di ogni atto, connesso, presupposto e consegue alla nota impugnata sub a).

Si legge: “Considerato che, ai fini dell’art. 56 c.p.a., la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti; che la società ricorrente è indubbiamente incisa, in qualità di concessionaria per la raccolta a distanza dei giochi pubblici, dall’adozione della nota n. 371115 del 26 ottobre 2020 con la quale l’Agenzia resistente ha imposto all’odierna ricorrente l’interruzione della raccolta del gioco dal giorno successivo al 2 novembre 2020, coincidente con la scadenza della sua concessione novennale n. 15219; che si possono ritenere sussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante l’oggettiva ed immediata lesività del provvedimento impugnato (cfr. in termini TAR Lazio, Roma, II, decreti n. 6158/2020; 6159/2020, adottati con riguardo a controversie analoghe alla presente); che si può ovviare ai suddetti pregiudizi differendo l’esecuzione del predetto provvedimento ai soli fini della continuazione dell’attività di raccolta del gioco a distanza gestita dalla parte istante; che tali circostanze inducono a concedere la misura cautelare richiesta con effetti sino e non oltre la data della camera di consiglio utile del 2 dicembre 2020, nel corso della quale potranno essere assunte le determinazioni collegiali idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa.

P.Q.M.

Accoglie la domanda di misura cautelare monocratica nei termini di cui in motivazione.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 2 dicembre 2020”.

Sono inoltre state posticipate all’11 novembre le camere di consiglio già fissate per il 4 novembre e riguardanti la maggior parte degli altri operatori che avevano già ottenuto la sospensiva sul distacco delle concessioni disposto da Adm. La decisione è stata presa a causa dell’attuale situazione generale di emergenza sanitaria da Covid-19, che ha indotto a ritenere opportuno il rinvio d’ufficio.