Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato da Marathonbet Italy S.r.l., contro Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non costituito in giudizio; in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, a) della nota dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli del 26 ottobre 2020, prot. n. AAMS/ADMUC/REGISTRO UFFICIALE n. 371069 del 26.10.2020 trasmessa a mezzo pec in pari data, con la quale è stato comunicato alla Marathonbet Italy S.r.l. (di seguito anche “Marathonbet” o “ricorrente”) che la convenzione di concessione n. 15002, di cui la stessa è titolare “ha una durata di nove anni, così come disposto dall’art. 24, comma 13 lettera a) della Legge 7 luglio 2009 e pertanto scadrà il 3 novembre 2020” ed è stata quindi disposta “l’interruzione della raccolta di gioco, dal giorno successivo a quello della scadenza, fermi restando tutti gli adempimenti ancora dovuti da parte di codesto concessionario in relazione al rapporto concessorio venuto a scadenza”; b) in subordine, ove necessario e nei limiti dell’interesse della ricorrente, dell’art.4 della convenzione accessiva alla Concessione stipulata in data 6 marzo 2017 ove interpretato ed applicato prescindendo dalla eterointegrazione normativa con riferimento all’art. 1 comma 935 della legge n.208/2015 e all’art.1 comma 727 della legge n.160/2019 e dalla proroga ex lege delle 2 concessioni per la raccolta del gioco a distanza fino al 31.12.2022 contemplata da dette disposizioni; c) di ogni ulteriore atto presupposto, consequenziale e/o connesso ai precedenti, sebbene allo stato non conosciuti e/o conoscibili dalla ricorrente.

Si legge: “Premesso che funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale; dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti; considerato che: alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante della società ricorrente, la stessa si trova ad essere al momento incisa, in qualità di concessionario per la raccolta dei giochi pubblici, dall’adozione della nota datata 26 ottobre 2020 del ADM con la quale l’Agenzia, omettendo di dare integrale applicazione alla previsione normativa di cui all’art.1 comma 935 della legge n. 28 dicembre 2015, n.208 (cd. Legge di stabilità 2016, che ha disposto il progressivo riallineamento alla scadenza del 31 dicembre 2022 di tutte le concessioni “on line” in essere al momento della sua entrata in vigore), ha imposto all’odierna ricorrente l’interruzione della raccolta del gioco dal giorno successivo alla scadenza della sua concessione n. 15002, i.e. dal 3 novembre 2020, come previsto dalla medesima convenzione; si possono ritenere sussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante l’oggettiva ed immediata lesività del provvedimento impugnato; si può senz’altro porre rimedio ai rappresentati pregiudizi differendo l’esecuzione del predetto provvedimento ai soli fini della continuazione dell’attività di raccolta del gioco gestita dalla parte istante; tali circostanze in fatto inducono a concedere la misura cautelare richiesta con effetti sino e non oltre la data della camera di consiglio utile del 2 dicembre 2020, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni collegiali idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa;

P.Q.M.

Accoglie la domanda di misura cautelare monocratica nei termini di cui in motivazione.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 2 dicembre 2020”.