Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato da Stanleybet Malta Limited contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di data e contenuto non conosciuti con il quale l’ADM ha ritenuto e/o dichiarato che la Convenzione di concessione rilasciata a Stanley sia in scadenza in data 12.04.2021; della nota prot. 86099/RU del 22.03.2021 con la quale l’ADM – Direzione Giochi Ufficio Gioco a Distanza notificata in pari data a mezzo pec, ha comunicato a Stanley che la convenzione di concessione n.15247 della quale la ricorrente è titolare, “sottoscritta in data 12 aprile 2012, ha una durata di nove anni, così come disposto dall’art.24 comma 13 lettera a) della legge 7 luglio 2009 n.88, e pertanto scadrà il 12 aprile 2021”, disponendo pertanto “l’interruzione della raccolta del gioco dal giorno successivo a quello della scadenza”; nonché di ogni altro atto allo stesso presupposto, conseguente, coordinato e/o connesso tra i quali, ove occorrente, l’art. 4 dell’Atto di convenzione per il rapporto di concessione relativo all’esercizio dei giochi pubblici ai sensi dell’art.24, comma 13, lettera a) della Legge 07.07.2009, n.88 qualora la data di scadenza ivi contenuta non venisse intesa normativamente eterointegrata per effetto dell’art. 1, comma 935, della Legge 28.12.2015 n. 208 e dall’art.1, comma 727, della Legge 27.12.2019 n.160.

Si legge: “Premesso che funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale; dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti; considerato che: alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante della società ricorrente, la stessa si trova ad essere al momento incisa, in qualità di concessionario per la raccolta dei giochi pubblici, dall’adozione della nota datata 22.03.2021 del ADM con la quale l’Agenzia ha imposto all’odierna ricorrente l’interruzione della raccolta del gioco dal giorno successivo alla scadenza della sua concessione n. 15247, cioè dal 13 aprile 2021, come previsto dalla medesima convenzione; si possono ritenere sussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante l’oggettiva ed immediata lesività del provvedimento impugnato; si può senz’altro porre rimedio ai rappresentati pregiudizi differendo l’esecuzione del predetto provvedimento ai soli fini della continuazione dell’attività di raccolta del gioco gestita dalla parte istante; tali circostanze in fatto inducono a concedere la misura cautelare richiesta con effetti sino e non oltre la data della camera di consiglio utile del 14 aprile 2021, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni collegiali idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa;

P.Q.M.

Accoglie la domanda di misura cautelare monocratica nei termini di cui in motivazione. Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 14 aprile 2021”.