Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato Domus Bet S.r.l. contro Agenzia delle Dogane e di Monopoli in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, a) della nota dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli del 27.01.2021 prot. 29572/RU, trasmessa a mezzo pec, con la quale l’Agenzia ha comunicato alla ricorrente che “la convenzione di concessione n.15003, di cui è titolare codesta società Domus Bet sottoscritta in data 16 dicembre 2011, ha una durata di nove anni, così come disposto dall’art.24 comma 13 lett.a ) della legge 7 luglio 2009m n.88 e pertanto risulta scaduta il 16 dicembre 2020. In relazione a tanto, si dispone l’interruzione della raccolta di gioco, trascorso 48 ore da ricevimento della presente per l’esecuzione dei necessari interventi tecnici, fermi restando tutti gli adempimenti ancora dovuti da parte di codesto Concessionario in relazione al rapporto concessorio venuto in scadenza”; b) quatenus opus dell’art. 4 della convenzione accessiva alla concessione ove interpretato ed applicato prescindendo dalla necessaria etero integrazione normativa con riferimento all’art. 1 comma 935 della legge n.208/2015 e all’art.1 comma 727 della legge n.160/2019; c) di ogni atto, connesso, presupposto e conseguente alla nota impugnata sub a).

Si legge: “Premesso che funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale; dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti;

Considerato che:

– alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante della società ricorrente, la stessa si trova ad essere al momento incisa, in qualità di concessionario per la raccolta dei giochi pubblici, dall’adozione della nota datata 27 gennaio 2021 del ADM con la quale l’Agenzia ha imposto all’odierna ricorrente l’interruzione della raccolta di gioco, trascorso 48 ore da ricevimento della presente per l’esecuzione dei necessari interventi tecnici, fermi restando tutti gli adempimenti ancora dovuti da parte di codesto Concessionario in relazione al rapporto concessorio venuto in scadenza;

– si possono ritenere sussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante l’oggettiva ed immediata lesività del provvedimento impugnato;

– si può senz’altro porre rimedio ai rappresentati pregiudizi differendo l’esecuzione del predetto provvedimento ai soli fini della continuazione dell’attività di raccolta del gioco gestita dalla parte istante;

– tali circostanze in fatto inducono a concedere la misura cautelare richiesta con effetti sino e non oltre la data della camera di consiglio utile del 24 febbraio 2021, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni collegiali idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa;

P.Q.M.

Accoglie la domanda di misura cautelare monocratica nei termini di cui in motivazione.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 24 febbraio 2021”.