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(Jamma) – “La Corte di giustizia ha affermato in una giurisprudenza consolidata specifica sul settore del gioco d’azzardo che, in assenza di un atto di diritto derivato dell’Unione, ciascuno Stato membro è libero di fissare gli obiettivi della sua politica in materia di gioco d’azzardo e di stabilire il modo migliore per raggiungerli, purché siano rispettati i principi della libera circolazione sanciti dal trattato UE.

In seguito a un’ampia e approfondita consultazione pubblica, la Commissione ha concluso che non era opportuno proporre un’armonizzazione settoriale vincolante nell’ambito del gioco d’azzardo”. Questa la risposta del Commissario europeo per il mercato interno, Elzbieta Bienkowska, all’interrogazione dell’eurodeputato Angelo Ciocca (ENF) riguardante il gioco online in Italia.

“La Commissione ha sostenuto gli Stati membri nel raggiungimento dei loro obiettivi di tutela dei consumatori e nell’applicazione delle norme nazionali, comprese quelle contro l’evasione fiscale. Ciò è avvenuto principalmente attraverso il gruppo di esperti sui servizi di gioco d’azzardo, che riunisce gli organi nazionali di regolamentazione del gioco d’azzardo di tutti i paesi dello Spazio economico europeo (SEE). Nel 2015 tali autorità di regolamentazione del SEE hanno firmato un accordo di cooperazione amministrativa volto a promuovere gli scambi di informazioni e di buone prassi. Nel 2014 la Commissione ha adottato una raccomandazione sui principi per la tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi di gioco d’azzardo on line e per la prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo on line che contiene la raccomandazione di istituire registri nazionali di autoesclusione. Sebbene la raccomandazione non sia obbligatoria, molti dei suoi elementi sono sanciti nell’ordinamento giuridico italiano relativo al gioco d’azzardo. Le autorità italiane raccolgono inoltre dati sul mercato italiano del gioco d’azzardo tramite gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano”. Francesco Berni

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