Una breve considerazione di sintesi: se bastasse allestire un’offerta di G.A.D. per ottenere quegli utili che il gioco terrestre ha perso per il covid (ma che già prima perdeva, e continuerà a perdere anche in futuro, per via delle normative locali e delle leve fiscali e industriali innescate negli ultimi 3 anni), la proprietà di molte concessioni sarebbe già cambiata.
Un centinaio di quelle oggi formalmente attive, infatti, raggiungono a stento (tutte insieme) l’1,5% del mercato e pertanto sarebbe stato logico attendersi (se il presupposto di base fosse corretto) un loro acquisto da parte di quei 50-60 operatori terrestri per i quali “un milioncino” di investimento di base rappresenta un business affrontabile, anche in lockdown.
Ciò non solo non è successo, ma le complessità che si sono trovate di fronte i pochi che hanno pensato di allargarsi a questo business sono state tante, spesso inattese. Non è questa la sede per dimostrare analiticamente la mole di tempo-risorse-ricerche che sono necessarie per far decollare (e non sono allestire) un’offerta di g.a.d., e quanta esperienza occorre per affermare la propria proposta in un mercato così complesso come quello dei giocatori on line (quelli veri, non quelli da 50 euro l’anno di spesa, tanto per capirci). Una considerazione però è fattibile: chi – di recente – ci ha provato ha pensato all’on line come a un modo (non parliamo di canale perché già lo si fa anche troppo, e a sproposito) per sfruttare meglio (o conservare) il proprio asset terrestre. A tutti si augura il miglior successo, ma 3 profili sensibili vanno segnalati.
(A) Il gioco on line non è distribuito uniformemente: Sud Italia + Lazio + Lombardia generano l’80% della spesa;
(B) L’offerta di gioco che non ha proprie skill tecnologiche si deve affidare all’outsourcing integrale, con tutti i rischi che ciò comporta in termini di reale padronanza della fidelizzazione del cliente e dei rapporti di fornitura di titoli di gioco;
(C) Il “terrestre” non amplia il “digitale”, ma può renderlo più penetrativo e attrattivo in virtù delle intrinseche doti della presenza umana. Tuttavia questa integrazione è complessa: se funziona la devi pagare, e allora si abbassa la marginalità; se non funziona il costo impatta al pari di una campagna marketing fallimentare. Sino ad oggi, solo pochissime realtà hanno compreso come reperire la remunerazione di filiera al di fuori della marginalità operativa del G.A.D.
Il gioco on line sarà il futuro, ma sarà molto più selettivo di quello terrestre, anche perché è rimasto solo lui a poter soddisfare la voracità erariale delle casse statali rimaste orfane di AWP e VLT.
Avv. Michele Franzoso