Le prestazioni aventi ad oggetto le verifiche obbligatorie di conformità delle piattaforme di gioco da parte di un Organismo di Verifica accreditato rientrano nell’ambito della disposizione di esenzione da IVA di cui all’articolo 10, comma 1, n. 6), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre1972 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni, in quanto dette prestazionisono necessarie e indispensabili per la raccolta delle giocate.

E’ quanto precisa l’Agenzia delle Entrate rispondendo ad un quesito da parte di una società concessionaria di gioco pubblico attraverso servizi di raccolta online.

La verifica della piattaforma è da intendersi adempimento obbligatorio e propedeutico rispetto allo svolgimento dell’attività vera e propria, eseguito da un Organismo di valutazione riconosciuto dall’Aams.

Il quesito è stato posto da una società che opera nel settore dei giochi e delle scommesse e che ha avuto in affidamento la concessione della gestione telematica del gioco lecito mediante gli apparecchi da divertimento e intrattenimento (articolo 110, comma 6, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio decreto n. 733/1931). Si tratta di un concessionario abilitato sul territorio nazionale all’esercizio e alla raccolta di giochi pubblici, incluse le scommesse ippiche e sportive, pertanto per avere l’autorizzazione all’esercizio dei giochi, è tenuto a inviare all’amministrazione dei Monopoli di Stato apposita istanza, corredata dal progetto della piattaforma di gioco e dalla certificazione, con esito positivo, della verifica tecnica che accerti la conformità della stessa piattaforma e del generatore di numeri casuali ai requisiti riportati nelle linee guida pubblicate sul sito dell’Adm (versione 2.0 del 1 giugno 2018, Protocollo n. 179608/2018). La certificazione deve essere eseguita da un Organismo di valutazione (Odv) riconosciuto dall’amministrazione dei Monopoli.
Al fine di adempiere all’ obbligo di certificazione, la concessionaria ha stipulato un contratto con un Odv accreditato per il quale chiede se può essere esentata dall’Iva.

L’Agenzia fa un quadro normativo sull’imposizione di giochi e scommesse, a partire dall’articolo 135, n. 1, lettera i), della direttiva 2006/112/Ce che prevede l’esenzione Iva  per “le scommesse, le lotterie e altri giochi d’azzardo con poste di denaro, salvo condizioni e limiti stabiliti da ciascuno Stato membro”. La normativa interna, poi, prevede l’esenzione dall’imposta per “le operazioni relative all’esercizio del lotto, delle lotterie nazionali, dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici riservati allo Stato e agli enti indicati nel D.Lgs. 14 aprile 1948, n. 496, ratificato con L. 22 aprile1953, n. 342, e successive modificazioni, nonché quelle relative all’esercizio dei totalizzatori e delle scommesse…” per le “le operazioni relative all’esercizio delle scommesse in occasione di gare, corse, giochi, concorsi e competizioni di ogni genere, diverse da quelle indicate al numero precedente, nonché quelle relative all’esercizio del gioco nelle case da gioco autorizzate e alle operazioni di sorte locali autorizzate” e per le “prestazioni di mandato, mediazione e intermediazione relative alle operazioni di cui ai nn. da 1) a 7)” (articolo 10, comma 1, numeri 6, 7 e 9 del Dpr n. 633/1972).

In base all’art. 1, comma 497, della legge n. 311/2004, il regime di esenzione di cui all’articolo 10, primo comma, n. 6), del decreto Iva si applica alla raccolta delle giocate con gli apparecchi da intrattenimento “anche relativamente ai rapporti tra i concessionari della rete per la gestione telematica ed i terzi incaricati della raccolta stessa”.
L’Agenzia delle entrate, alla luce del quadro normativo, ritiene che la certificazione ha carattere obbligatorio e propedeutico rispetto all’esercizio e alla raccolta a distanza di giochi pubblici, senza della quale l’istante non potrebbe svolgere l’attività di giochi e scommesse. Di conseguenza, i servizi aventi a oggetto la certificazione delle piattaforme di gioco online effettuati dalla società in qualità di Organismo di certificazione alla società istante, rientrano nel citato regime di esenzione Iva (articolo 10, comma 1, n. 6), del Dpr. n. 633/1972).