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Sono 18 milioni gli italiani adulti che giocano, 1,5 milioni i problematici. E’ quanto emerge dalla prima indagine nazionale dell’Istituto Nazionale di Sanità. Rispetto ai giocatori “sociali”, i giocatori problematici – che non necessariamente sono giocatori patologici -, praticano di più slot e Vlt e presentano stili di vita meno salutari, come fumo e abuso di alcol.I dati dell’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che rispetto al giocatore sociale il giocatore problematico predilige i luoghi lontano da casa (11,3% contro il 2,5%) e dal lavoro, quelli che garantiscono la maggior privacy (10,7% contro 1,5%). I giocatori sociali invece scelgono più spesso i luoghi vicino casa (49,2% contro 37,5%) o vicino a posti di lavoro (14,9% contro il 9,6%).

Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità ha indagato anche l’aspetto economico del gioco problematico. Il 5,8% dei giocatori problematici ha ottenuto la cessione del quinto sullo stipendio rispetto allo 0,7% dei non giocatori, il 27,7% ha ottenuto prestiti da società finanziarie rispetto al 4% del non giocatore e il 14,2% ha chiesto prestiti a privati rispetto allo 0,9% dei non giocatori.

Il 36,4% degli Italiani, circa 18,4 milioni di persone, ha giocato almeno una volta nei 12 mesi antecedenti l’intervista. Nell’ultimo anno, secondo il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità il gioco ha interessato quasi un uomo su due, il 43,7%, e una donna su tre, il 28,7%. Si gioca d’azzardo soprattutto tra i 40 e 64 anni. Si inizia a giocare soprattutto tra i 18 e 25 anni nel 51,8% dei casi.

Considerando le diverse aree geografiche lo studio dell’ISS evidenzia che la prevalenza di giocatori d’azzardo è maggiore al centro Italia con il 42,7% rispetto a una media nazionale del 36,4%. Seguono i residenti del nord ovest (39,3%), quelli delle isole (35,8%), del sud (33,8%) e infine i residenti del nord est (29,3%).

Le lotterie istantanee rappresentano il gioco preferito con il 26,2% delle preferenze, secondo il rapporto ISS, seguite dal lotto con il 12,8%, dai giochi numerici a totalizzatore con il 10,9% e dalle slot con il 7,4%, allora il 4% dei giocatori pratica anche sia le scommesse sportive sia gli altri giochi a base sportiva, mentre le vlt sono scelte dal 2,6%.

E’ il tabaccaio, il luogo preferito dagli italiani per giocare, nell’82,6% dei casi, secondo l’indagine dell’ISS. Seguono il bar con il 71,8% e le ricevitorie con il 26,9%, poi sale scommesse (12,5%) e sale bingo (8,2%). Un italiano su due (il 47,3%) sceglie il luogo dove giocare perché preferibilmente vicino a casa.

I giocatori a basso rischio sono il 4,1% (circa 2 milioni) e i giocatori a rischio moderato sono il 2,8% (circa 1,4 milioni). I giocatori problematici sono circa il 3% (circa 1,5 milioni) tra questi ultimi la fascia di età più rappresentativa è quella 55-64 anni. ‎E’ quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione del gioco problematico. Il 26,5% (circa 13.450.000 italiani) si è dedicata al gioco in modo sociale, con differenze significative tra maschi e femmine (rispettivamente il 30,2 e il 23,1%).
Nel Centro Italia si gioca molto di più, ma la diffusione di giocatori problematici è sotto la media (1,7% contro il 3 della media nazionale); al contrario nelle Isole c’è un numero minore di giocatori (il 35,8%), ma la percentuale di giocatori problematici sale al 5,8. Anche nel Sud il tasso di giocatori è inferiore alla media nazionale (33,8%), ma quello di giocatori problematici è superiore (4,6%). Nel Nord Ovest la percentuale dei giocatori è del 39,3%, quindi quasi 3 punti al di sopra della media, mentre il tasso di giocatori problematici è in linea con il dato nazionale (3%). Nel Nord Est infine la percentuale di giocatori scende al 29,3%, quella di giocatori problematici crolla allo 0,8%, nettamente al di sotto della media nazionale.

Secondo l’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità il comportamento problematico si associa a slot e Vlt. Nell’ultimo anno, la percentuale dei giocatori problematici che gioca alle slot (51,9%), alle Vlt (33,6%) e alle scommesse virtuali (11,7%) è nettamente superiore rispetto alle percentuali osservate nel gruppo di giocatori sociali (slot 11,9%, Vlt 2,5%, scommesse virtuali 0,6%). Inoltre, considerando l’indicatore per la frequenza di gioco (almeno una volta a settimana), si osserva che i giocatori problematici giocano di più alle slot rispetto ai giocatori sociali (28,8% contro 1,8%), alle Vlt (17,9% contro 0,3%), alle lotterie istantanee (45,9% contro 26,6%) e alle lotterie a estrazione differita (27,8% contro 10,8%). Un’ulteriore indagine di ISS ha inoltre rilevato che quasi 700mila minorenni hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno: di questi quasi 70mila sarebbero problematici.

L’offerta illegale del gioco piace di più ai giocatori problematici che non a quelli sociali. E’ quanto emerge dalla ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione del gioco problematico. Nel caso del gioco a terra, la percentuale di giocatori sociali che hanno ammesso di essersi rivolti anche all’offerta illegale e’ del 2,7%, quella dei giocatori a rischio e’ quasi il doppio, sale infatti al 5.1. Nel caso dell’online e’ tre volte superiore‎, si passa infatti dal 4,8 al 12,8%.

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