Presentati i risultati dell’Osservatorio Gioco d’azzardo 2021 realizzato da Nomisma in collaborazione con BPER Banca. “Grazie alla realizzazione di oltre 7500 interviste l’Osservatorio Gioco 2021 mette a disposizione uno strumento informativo fondamentale per esplorare modalità di gioco e monitorarne l’approccio – dichiara Silvia Zucconi Responsabile Market Intelligence Nomisma. Tra i fattori predittivi che influenzano la propensione al gioco dei giovani non c’è solo il profilo socio-demografico, genere, area geografica di residenza, tipo di scuola frequentata, ma anche le caratteristiche del contesto familiare e del gruppo dei pari frequentato nonché il rendimento scolastico. Sono comportamenti da monitorare con grande attenzione poiché potrebbero evolvere in forme patologiche, soprattutto in un periodo complesso come quello attuale dove il 44% dei ragazzi dichiara di aver sperimentato situazioni di ansia, tensioni, difficoltà psicologiche”.

negli ultimi 12 mesi, il 42% dei giovani tra i 14 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una
volta. Tra questi il 9% ha sviluppato pratiche di gioco problematiche


Poco meno di un minorenne su due (38%) ha avuto almeno una occasione di gioco nel
2021.


Le prime tre motivazioni che avvicinano i giovani al gioco d’azzardo sono: “Curiosità” (39%), “Divertimento” (21%), “Bisogno di vincere denaro” (18%).


Il 20% dei giovani giocatori individua nella pubblicità (vista in TV, su giornali o altri mezzi di
comunicazione/nei bonus trovati online) un motivo di gioco.


La spesa settimanale in giochi d’azzardo/fortuna per l’88% dei giovani non supera i 5 euro.

Nel 2020 il 42% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni ha avuto almeno una occasione di gioco, propensione che segnala in modo inequivocabile il fascino che esercita il gioco – nonostante la pandemia abbia registrato una contrazione rispetto a quanto rilevato nel 2018 (dove la propensione era superiore di 6 punti percentuali). Si tratta comunque di dimensioni che evidenziano un’ampia diffusione del gioco d’azzardo anche tra i giovanissimi e che suggeriscono l’importanza del monitoraggio del fenomeno per impostare azioni efficaci di prevenzione e sensibilizzazione. È con questo spirito che nasce l’Osservatorio Nomisma
realizzato con il supporto di BPER Banca i cui risultati sono stati presentati questa mattina a Bergamo in occasione dell’evento “DALL’ANALISI DEI DATI ALLE AZIONI CONCRETE PER IL TERRITORIO” al quale hanno partecipato, tra gli altri, Vittorio Stefano Kuhn, Chief Business Officer Lombardia BPER Banca, Luca Biffi, Responsabile UOS Prevenzione delle Dipendenze Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria ATS DI BERGAMO, Silvia Zucconi Responsabile Market Intelligence Nomisma, Giovanna Zacchi, Responsabile ESG Strategy BPER Banca.

Un Osservatorio che ritiene cruciale la raccolta di informazioni su due target d’interesse: i giovani 14-19 anni (6000 questionario raccolti per valutarne i comportamenti di gioco d’azzardo) e la silver age (popolazione over 65 anni, coinvolta con un campione di 1500 intervistati).

Moltissimi giovani (il 39%) iniziano a giocare per curiosità, per divertimento / (21%) o per bisogno di denaro (30%); altri in quanto influenzati dalla presenza di giocatori abituali all’interno del gruppo di amici (12%) o familiare (17%). Ulteriori motivazioni sono lo stimolo crescente derivante da pubblicità o bonus (20%), e il desiderio di diventare esperti (13%).

Molti i dati proposti dall’Osservatorio – utili a delineare i comportamenti di gioco; il 5% degli studenti delle scuole secondarie superiori è frequent player (ha giocato una volta a settimana o anche più spesso). Tuttavia, il gioco rimane per lo più un passatempo occasionale e ha un impatto limitato sulla vita quotidiana. Il 5% degli studenti gioca con cadenza mensile, un altro 32% ancora più raramente. Per l’88% dei giocatori la spesa media settimanale in giochi è inferiore a 5 euro. Nonostante il 45% dei giocatori abbia la percezione di avere, nel complesso, un saldo negativo (tra uscite e vincite), solamente il 28% di essi ha provato a giocare con l’obiettivo di recuperare i soldi persi (di cui il 16% con frequenza sporadica), attitudine che rappresenta uno dei principali drivers verso il gioco patologico.

A seguito della pandemia, che accelerato la propensione al digitale, si sono modificate (anche forzatamente per via delle restrizioni dello scenario Covid-19) le modalità con cui i giovanissimi si interfacciano con il gioco. Un esempio su tutti: le scommesse sportive online, praticate dal 42% dei soggetti. La rilevazione sulla Silver Age mostra invece alcuni tratti distintivi rispetto alle abitudini di gioco d’azzardo: innanzitutto una minore propensione (25% la quota di chi dichiara di aver avuto almeno una occasione di gioco nell’ultimo anno) e poi una prevalenza per il gioco in punti fisici (solo il 3% degli over 65 anni gioca d’azzardo on line). Nel profilo del giocatore over 65 anni emerge inoltre una differente attitudine per genere (31% la quota dei giocatori d’azzardo tra gli uomini a fronte di un 21% tra le donne) e per area geografica (dove guida la propensione al sud – 28% a fronte di quote più basse registrate nelle altre aree).

Il gioco è una abitudine consolidata: il 60% dei giocatori over 65 anni gioca infatti da oltre 10 anni; anche se la pandemia ha spinto a provare il gioco d’azzardo il 5% degli anziani. Gli anziani giocano per divertirsi/distrarsi dai problemi (35% di citazioni è collegata a tale motivazione), il 29% per curiosità/passatempo.