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(Jamma) L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha preso atto della “ Relazione riferita all’anno 2016 e al primo trimestre dell’anno 2017, in adempimento alla clausola valutativa prevista dalla legge regionale ’21/2014′ (Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico)”

“Credo che questo atto sia un’eccellenza umbra. Contiene dati interessanti sull’evolversi del gioco d’azzardo patologico in Umbria. Posto all’attenzione della III Commissione consiliare nei mesi scorsi, la maggioranza ha deciso di trasmetterlo all’Assemblea legislativa. La relazione illustra le azioni realizzate in attuazione della legge che riguarda il contrasto del gioco d’azzardo patologico. La stessa legge è stata oggetto di due modifiche, una per un emendamento da parte della giunta, l’ultima ha equiparato le sale scommesse alle sale giochi che estende le limitazioni per le distanze dai luoghi sensibili. Per quanto riguarda la clausola valutativa, il primo passaggio è stato di costituzione con una delibera del 2015 di un gruppo di lavoro interno per coordinare le azioni della legge”. Così la consigliera regionale Carla Casciari (Pd) alla Assemblea legislativa . “Il gruppo di lavoro – ha continuato – ha composto un piano di lavoro organico, il Ministero ha richiesto un piano regionale di prevenzione e contrasto. Tale piano è stato promosso integralmente dall’Osservatorio nazionale per il contrasto del gioco.

Nella relazione si evidenzia che in data maggio 2016 erano autorizzati a proporre gioco d’azzardo in Umbria 1397 locali; a marzo 2017 già si è registrata una contrazione di meno 111 esercizi. Sempre a marzo 2017 è iniziata la campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema con diffusione sui media e un concorso di idee. Effettuata la formazione di operatori sanitari e volontari della prevenzione con il corso “No slot”, presa in carico di numerosi giocatori problematici. Il numero verde 800 410 902 è stato rifinanziato e a febbraio 2017 faceva registrare 89 chiamate di cui 50 direttamente da giocatori con problemi, 37 da familiari e amici e 2 da associazioni. Dei 50 giocatori solo 22 erano umbri. La fascia più colpita quella fra i 40 e i 49 anni di età. Sono stati disposti interventi delle Asl umbre grazie ai finanziamenti al centro regionale di Foligno, perché queste prestazioni non comprese nei Lea. Si sta ultimando la composizione grafica del marchio ‘no slot’. Si registra un ritardo per quanto riguarda le disposizioni in materia di Irap perché il Ministero delle finanze ha fatto osservazioni. Le attività di prevenzione tramite le scuole e i giovani hanno coinvolto centinaia di cittadini. Pochi i controlli da parte dei Comuni. Questo tema ha bisogno di una maggiore attenzione. Tra le attività inserite nella clausola valutativa, il rapporto epidemiologico del gioco che porta i dati del 2016. Previsti nelle scuole e negli operatori addetti alle erogazioni dei programmi. Credo che la legge si stia componendo nei suoi percorsi trasversali”, ha concluso.

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