Attuale e rilevante, in materia di punti di ricarica GAD,  l’Ordinanza depositata in data 8 luglio 2020 dal Tribunale del Riesame di Palermo, in accoglimento di ricorso avanzato dall’avv.Marco Ripamonti del Foro di Viterbo.

Il sequestro preventivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari era caduto su un intero locale internet point PVR, comprese le attrezzature informatiche, in quanto in sede di controllo da parte delle Forze dell’Ordine erano state riscontrate connessioni al portale dell’operatore titolare della concessione GAD di riferimento, nonchè ricevute pro – memoria di giocate e scommesse.

La difesa ha avanzato ricorso per riesame, chiedendo il dissequestro del PVR, sostenendo la carenza di qualsiasi attività di intermediazione nonchè come la presenza dei computer costituisca prerogativa del punto di ricarica – internet point, a condizione che le postazioni telematiche siano connesse alla rete web ed utilizzate esclusivamente dai clienti, ancorchè per connessioni con il portale del concessionario. Il Collegio del Riesame ha accolto il ricorso disponendo la restituzione del PVR, locale ed attrezzature, affermando la insussistenza del fumus del reato di cui all’art.4 legge 401/89, attesa la non riconducibilità delle ricevute pro memoria di scommesse rinvenute nel locale nè a conti di singoli giocatori, ma neanche  a conti di comodo riconducibili al titolare dell’esercizio in una situazione tale da far ipotizzare attività di intermediazione.

Di alcuna rilevanza, ai fini della sussumibilità del fumus, sono state ritenute modeste somme in contante, secondo il Tribunale compatibili con l’attività di internet point.

A sostegno del ricorso anche la produzione di ordinanze analoghe, conseguite dal medesimo difensore, rese sempre dal Tribunale di Palermo, nonchè dai Tribunali di Enna e Catania.

L’avv.Marco Ripamonti, da molti anni presente anche nei tribunali siciliani, si è dichiarato soddisfatto per il provvedimento ed ha dichiarato: “l’Ordinanza è aderente al dettato di legge. Ho sostenuto come prerogativa di un internet point sia, naturalmente,  la presenza di postazioni telematiche per la libera navigazione in rete internet. La circostanza che si tratti anche di punto di ricarica autorizzato da un concessionario non sposta la problematica di ordine penale, atteso che il reato di cui all’art.4 legge 401/89, in ogni caso, si realizza con attività di intermediazione da parte del titolare.”

Il PVR è stato prontamente restituito.