Il riassunto della singolare vicenda: a seguito della cessazione della attività da parte di un concessionario per la raccolta a distanza, ADM dispone l’escussione della fideiussione bancaria in favore della titolare di conto di gioco, per una provvista ivi giacente di oltre 35.000 euro, che il concessionario stesso non aveva restituito risultando incapiente all’esito di procedimento esecutivo e non risultando più operativo e reperibile. Purtroppo, però, la fideiussione rilasciata a suo tempo era risultata inesistente, in quanto mai emessa dalla banca, che sorprendente proprio in tal senso aveva risposto ad ADM riguardo all’invito a provvedere all’escussione. Da ciò la richiesta di pagamento e manleva nei confronti di ADM, formulata dalla stessa titolare del conto, assistita dall’avvocato Marco Ripamonti, coadiuvato dal Dr.Riccardo Ripamonti. A nulla però sono valse le diffide rivolte, basate, circa il merito della questione, sull’affidamento riposto dalla titolare del conto sul ruolo di tutore di Adm del gioco legale e di garante anche della solvibilità dei concessionari.

Da parte di ADM, però, nessuna risposta, tanto che lo Studio Legale Ripamonti ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale un decreto ingiuntivo contro gli stessi Monopoli di Stato. Così l’avv.Marco Ripamonti per Jamma: “Nostro malgrado abbiamo dovuto attivare il procedimento monitorio nei confronti di ADM. Non voglio polemizzare con i Monopoli, ne’ andare a cercare le ragioni per le quali l’Agenzia non ha riscontrato le nostre diffide, tuttavia è innegabile che se una fideiussione non è operante, è ADM che deve farsi carico della situazione, che non può ovviamente gravare sul consumatore – giocatore che ha fatto affidamento sul sistema gioco lecito. Opinare diversamente minerebbe la stessa credibilità del sistema Gioco Legale, che da sempre, giustamente, è stato il vessillo di tutte le crociate intraprese contro il gioco non autorizzato in Italia. Sono certo che ADM, una volta ricevuta la notifica del Decreto Ingiuntivo non esiterà a contattarci e pagare un debito che il Tribunale, del resto, ha ritenuto certo, liquido ed esigibile proprio verso l’Agenzia, nei cui confronti ha ingiunto di pagare entro quaranta giorni”.