Il diniego della licenza per la gestione di giochi pubblici da parte del Questore è legittimo solo se motivato. Per il Tar Calabria infatti “l’Amministrazione è tenuta ad indicare gli aspetti concreti, che fungono da presupposti per la formulazione di un giudizio di non affidabilità, evidenziando, con motivazione adeguata, le ragioni che consentono di pervenire, proprio sulla base degli aspetti indicati, ad un giudizio (attuale e prognostico) di segno negativo”.

E’ stato quindi accolto un ricorso per l’annullamento del decreto del Questore di Reggio Calabria di rigetto dell’istanza  a mezzo della quale il sig. -OMISSIS- richiedeva il rilascio di autorizzazione di P.S. ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S. per l’installazione e l’uso di apparecchi da gioco c.d. VLT, di cui all’art.110 comma 6, lett. b T.U.L.P.S.

Il provvedimento di diniego risultava motivato anche alla luce del fatto che l’istante era stato denunciato per il reato di esercizio abusivo di gioco e scommessa (art. 4, comma 1, legge 401/1989) e di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità (art. 650 c.p.).

Per i giudici del Tar però “il provvedimento impugnato, limitandosi a rilevare che il ricorrente ed il suo rappresentante erano stati denunciati nel 2014 per il reato di esercizio abusivo di gioco e scommessa ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge n. 410/1989, risulta viziato sotto i profili dei contestati difetti di istruttoria e di motivazione, non avendo la Questura chiarito il fatto materiale oggetto della denuncia e, dunque, di valutare in concreto l’incidenza dello stesso sul necessario requisito della buona condotta”.

 

Commenta su Facebook