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(Jamma) – “Riteniamo che sia giunto il momento di fare un’informazione puntuale e precisa. Siamo consapevoli delle motivazioni che spingono alla regolamentazione del gioco e sono condivisibili, ma singoli interventi non possono prescindere da una reale conoscenza del fenomeno e del Gap. E’ quanto dichiarato da Dario Callegher (STS Sindacato Totoricevitori Sportivi) in rappresentanza del presidente nazionale, Giorgio Pastorino, nell’ambito del convegno “Rovigo: liberi di scegliere. Sì al gioco lecito no all’illegalità”, promosso dall’Istituto Milton Friedman al Ridotto del Teatro Sociale.

Allo stato attuale non esiste nessuno studio veramente imparziale circa la reale incidenza del gioco d’azzardo nella popolazione italiana. Ci sono stime imprecise e inattendibili. Serve chiarezza anche sui numeri relativi al mercato del gioco”.

“C’è infondatezza negli allarmismi, col pretesto di contrastare il Gap si rischia di mandare a monte tutto un settore economico legale e regolamentato con tantissimi posti di lavoro in meno. La regolamentazione deve essere davvero idonea a contemperare gli interessi di tutte le parti in causa. Condanniamo gli attacchi indiscriminati al gioco. I dati ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ci dicono, ad esempio, che gli abitanti di Rovigo hanno speso per giocare in media €0,37 al giorno. Cifra ben lontana da quelle che vengono sbandierate ultimamente. Il maggiore bersaglio sono gli apparecchi con vincinta in denaro, ma anche qui si deve tenere conto delle differenze. Da una parte ci sono le awp con un costo di un euro a partita e una vincita massima di 100 euro, dall’altro le vlt con costi e vincite ben più sostanziosi, con la possibilità di impiegare banconote di ogni taglio e vincere fino a 500mila euro. Queste rappresentano un rischio ben maggiore per i giocatori problematici. Siamo autentici operatori professionali del gioco anche perché metà degli introiti delle tabaccherie derivano da questa attività legale” ha dichiarato Callegher (STS Sindacato Totoricevitori Sportivi) . “Il gioco in tabaccheria è il gioco più sicuro, si applica la medesima condotta assunta per le sigarette, garantendo il rispetto delle regole a presidio della salute e dei soggetti più deboli. Le tabaccherie inoltre hanno un orario di apertura ben ridotto rispetto a quegli esercizi che operano nel settore anche la sera e la notte. Eppure vengono introdotti dei limiti orari che rappresentano un grave pregiudizio per le tabaccherie. Siamo costantemente sottoposti al monitoraggio e al controllo da parte dei Monopoli, se perdiamo la concessione perdiamo tutto. Quindi c’è affidabilità, oltre a una forte formazione, per questo un’ottimale regolamentazione del gioco non può prescindere dalla figura dei tabaccai. Per non parlare dei disastri portati dal proibizionismo, con il proliferare di totem e la diffusione della rete illegale gestita dalla criminalità organizzata. Solo nel Veneto 15mila unità di lavoro sono a rischio, si tratta di una follia generata dal proibizionismo, che non è mai una soluzione, anche per questo auspichiamo che si possa contribuire a una seria riflessione sul gioco pubblico legale e una sua regolamentazione riportando il confronto su dati reali” ha concluso il rappresentante di STS.

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